Marine Le Pen sarà processata per istigamento all’odio razziale dopo che il Parlamento europeo ha votato la revoca della sua immunità di eurodeputata. Le Pen finirà alla sbarra per le dichiarazioni rilasciate in merito alle preghiera da strada della comunità islamica che, a suo dire, rappresentano “un’ occupazione della Francia”. La notizia scoppia come una bomba all’interno del partito, il Front National, che si è immediatamente chiuso a riccio attorno alla sua leader lanciando una petizione popolare “in difesa della laicità”. Sta di fatto che le indagini della procura di Lione possono adesso continuare e, nel caso si concludessero con una condanna, assesterebbero un duro colpo a uno dei capisaldi dell’intera dialettica anti islamica dell’estrema destra francese. Lei risponde secca: “Me ne infischio, io sono una dissidente e a tremare è l’oligarchia”.

La stragrande maggioranza degli eurodeputati ha votato a favore della rinuncia alla difesa dell’immunità di Marine Le Pen, che ha assistito alla votazione senza battere ciglio seduta a fianco del padre Jean-Marie Le Pen, eurodeputato pure lui. L’unico ad alzare la voce è stato il compagno di partito Bruno Gollnisch, che ha paragonato la decisione dell’Aula a un “soviet dell’Unione Sovietica”. Il padre Jean-Marie, invece, non ha detto niente, pur essendo passato anche lui per la stessa procedura quando disse che le camere a gas naziste sono state solo “un piccolo dettaglio della storia della seconda guerra mondiale”.

La frase incriminata risale al 10 dicembre 2010, quando a proposito di uno dei temi caldi per il Front National, le preghiere musulmane in strada, la figlia Marine si era limitata a dire: “mi dispiace, ma per coloro ai quali piace tanto parlare di seconda guerra mondiale, anche in questo caso si tratta di un’occupazione. Anche se non ci sono blindati e soldati, si tratta comunque di qualcosa che danneggia i cittadini”. Come se non fosse stato chiaro, il 18 giugno seguente ha ribadito che “esattamente come nel 1940, ci sono persone che si comportano nella Francia del 2010 alla stregua di un esercito di occupazione in un Paese conquistato”. Inevitabile il subbuglio nel mondo musulmano francese (ormai il 10 per cento della popolazione) e la pronta denuncia dell’associazione “Mouvement contre le racisme et pour l’amitié entre les peuples” (MRAP) al Tribunale di Lione il quale, per procedere nell’inchiesta ha dovuto chiedere al Parlamento europeo conto dell’immunità parlamentare della Le Pen.

Anche gli eurodeputati, come i politici nazionali, godono di un’immunità relativa all’esercizio delle proprie funzioni. Nel caso del Parlamento di Bruxelles l’immunità è sia europea che nazionale. Quella europea è limitata alla libertà di espressione e movimento, ad esempio protegge nei confronti delle persecuzioni giudiziarie e politiche (sempre nell’esercizio delle proprie funzioni), mentre quella nazionale fa sì che un eurodeputato possa godere delle stesse immunità previste dal Paese in cui è compiuto il fatto contestato. Il Parlamento europeo non entra nel merito di un caso giuridico specifico, ma si limita a stabilire se l’accusa rivolta all’eurodeputato riguarda la sua attività ufficiale. Questo viene fatto prima attraverso un’audizione del deputato a porte chiuse da parte della commissione parlamentare Affari giuridici che redige un’apposita relazione e successivamente tramite il voto dell’intera Aula. 

Una chiara sentenza politica“. Di questo si tratta secondo il Front National rappresentato a Bruxelles e Strasburgo da padre e figlia Le Pen e dal fedele Gollnisch, tutti e tre seduti nei banchi dei “Non Iscritti” in compagnia di movimenti e partiti dell’estrema destra europea, dall’ungherese Jobbik all’olandese Partij voor de Vrijheid. In una nota ufficiale del partito si legge che la decisione presa dal Parlamento europeo è “contraria a tutta la giurisprudenza dell’assemblea” e mostra “la terribile ansia della casta di fronte a una responsabile politica che ha il coraggio di dire la verità ai suoi concittadini”.

Sta di fatto che adesso Marine Le Pen dovrà convincere delle sue ragioni i giudici di Lione, visto che lo scudo dell’immunità parlamentare non ha retto. Sì perché, come già detto, l’immunità da eurodeputato viene confermata solo per “l’esercizio delle proprie funzioni”, un criterio nel quale molti onorevoli cercano di fare rientrare un po’ di tutto ma spesso con scarso successo. Basta guardare le richieste di immunità presentate nel 2013, tutte rifiutate: due immunità per Spyros Danellis (greco, socialista), e una per Jürgen Creutzmann (tedesco, liberale), Jacek Olgierd Kurski (polacco, gruppo libertà e democrazia) e Alexander Alvaro (tedesco, liberale). Adesso è il turno di Marine Le Pen.

Twitter @AlessioPisano