All’indomani delle critiche lanciate dal sindaco di Firenze sul Pd, un altro candidato alla segreteria dei democratici, il deputato Giuseppe Civati replica da Roma al rottamatore. “Io, a differenza di Matteo Renzi, non mi lamento anche se fanno in modo che possano partecipare solo gli iscritti che si chiamano Gugliemo e magari Epifani di cognome, io partecipo – ironizza Civati che però aggiunge -, mi sembra un dibattito surreale, non si capisce nemmeno quando si farà questo congresso, tutti discutono di regole appassionatamente – prosegue – sulla distinzione tra la figura del segretario e quella del premier, a me risulta che dobbiamo scegliere soprattutto un segretario in questo momento, ricostruire il centrosinistra, riportare a casa il contingente democratico da questo governo delle larghe intese, questo m’ interessa, poi devo notare che le metafore animistiche, dai piccioni alle pitonesse stiano prendendo il sopravvento anche sul contenuto del dibattito”. Alle accuse di Matteo Renzi, ha prontamente risposto Massimo D’Alema dagli schermi del Tg1 (Rai1): “Fino a qualche giorno fa D’Alema era amicissimo di Renzi, adesso ha ricambiato idea, non lo so, non m’interessa, spero che il congresso sia aperto a cui possano partecipare tutti non soltanto i dirigenti del PD che quelli sbagliano di solito”. Delle affermazioni di Renzi Civati dice: “Secondo me si candida, sta facendo solo un po’ di tattica per stare un po’ sui giornali, la leggo così”  di Manolo Lanaro