Battesimo di fuoco per il primo consiglio comunale tenuto dal neo sindaco di Roma Ignazio Marino (Pd). Fuori dal Campidoglio insorge la protesta del movimento per la casa contro gli sfratti e il caro vita, dentro fioccano le polemiche per la spartizione delle poltrone che escludono M5s e la lista di Alfio Marchini dalle nomine consiliari. “L’inizio non è dei migliori, le forze dell’ordine c’hanno caricato senza pietà, siamo studenti ma anche padri e madri di famiglia senza un tetto sulla testa” ci racconta una manifestante “e mentre un gruppo di fascisti manifestava in Campidoglio a noi ci massacravano di botte nonostante fosse un corteo autorizzato”. Sul fronte delle polemiche interne il primo cittadino afferma: “Il M5s pensa che la giunta sia più politica che tecnica? Noi abbiamo cercato la collaborazione con loro, ma il capo carismatico ha negato il permesso, il nostro scopo è instaurare un clima di collaborazione tra tutte le forze”. “Voltiamo pagina e andiamo avanti, faremo opposizione come era nel nostro intento –  dichiara Marcello De Vito, consigliere M5s – l’inizio non è dei migliori,  le finte opposizioni si spartiscono le poltrone, a Fratelli d’Italia, con due consiglieri, si elargisce ciò’ che a noi con quattro eletti viene negato, per il resto valuteremo con il tempo l’azione della giunta”  di Irene Buscemi