Brindiamo! Arrivano segnali dal capitalismo italiano che ci riempiono di ottimismo. Finalmente abbiamo scoperto in che direzione vanno i bisogni di milioni di persone, e come riaccendere le loro speranze. Basta sognare ardentemente, e poi alla fine andare a comprare gli esclusivi occhiali in carbonio di Lapo Elkann!

Proprio così, quelli prodotti dalla Italia Indipendent, quotata da pochi giorni in borsa nel settore Pmi. Una quotazione “col botto” come hanno titolato autorevoli giornali, subito ligi a celebrare lo sbarco ufficiale tra i big del famoso rampollo. Chissà che batosta per gli americani di Google che investono da anni milioni di dollari in ricerca sui google glass con la realtà aumentata, sapere che la grossa scommessa sul prodotto “occhiali” stava piuttosto nel suo micidiale peso, che finalmente smetterà di gravare sul naso di milioni di persone nel mondo. Infatti la caratteristica innovativa degli occhiali di Lapo è proprio la leggerezza del carbonio, e vogliamo scommetterci, ora sfrutteranno questa eccezionale scoperta anche gli ambiti del golf, del ciclismo, della pesca, della nautica ecc. che al carbonio non avevano proprio mai pensato!   

Io mi chiedo, tornando serio, è possibile che nel 2013 in Italia si punti ancora su un marchio “di lusso”? Cioè sulla speranza che qualche malcapitato possa ancora ritenere che un paio di occhiali sia un oggetto di culto perché c’è scritto D&G o Gucci o Italia Intependent, e non un semplice oggetto che serve a ripararsi dal sole? Davvero mentre il mondo progredisce, e il Paese perde circa 4 miliardi di euro l’anno di valore per i nostri scienziati che depositano brevetti all’estero (qui in Italia nessuno se li fila, non essendo rampolli di dinastie), davvero i nostri fondi e investitori hanno la sfacciataggine di scommettere su un’azienda che produce occhiali e ha un management che blatera di “lusso accessibile” che si sentiva già negli anni ‘80? Davvero abbiamo una stampa che al posto di dire le cose come stanno, e mettere alla berlina il conformismo di questi gruppi, accoglie trionfalmente “i successi di Lapo” che ha messo la testa a posto? A questo ci siamo ridotti: il paese va in rovina, i cervelli emigrano, ma noi investiamo su rampolli che giocano a fare gli imprenditori applicando idee e concetti del secolo scorso consapevoli che nessuno avrà il coraggio di dirglielo.

Io sono contento di avere la mia veneranda età. Mi chiedo come reagirei se fossi un giovane di talento emigrato o un ricercatore rigettato dalle nostre università, leggendo che l’Ad di Borsa Italiana si augura che “il successo di questa operazione consenta a Italia Independent di realizzare i suoi ambiziosi progetti. Va letto come un  messaggio positivo per tutti i giovani in questa fase di congiuntura economica difficile”. Come minimo mi verrebbe spontanea, come in Albererto Sordi, una sonora pernacchia. Ma la farei in aeroporto.