Il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge torna nel mirino del Carroccio. Sulla pagina ufficiale facebook della sezione della Lega Nord di Legnago, nel veronese, è comparsa la riproduzione di un articolo nel quale il ministro dell’Integrazione definisce gli immigrati una risorsa, accompagnata dal commento: “Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete“.

Il segretario della locale sezione del Carroccio, Marco Pavan, ha poi precisato che “in dialetto veneto ‘ebete’ è un aggettivo che diventa persino affettuoso e vuol dire ingenuo”. E ha spiegato che il post contro Kyenge “voleva evidenziare tre dimenticanze del ministro: gli immigrati possono essere regolari o clandestini, che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa mentre i clandestini non pagano tasse, che la necessità di avere un lavoro oggi è per prima dei nostri giovani e di quei padri che non riescono a mantenere i figli”.

Ma gli esperti stroncano la giustificazione di Pavan. “Ebete come ingenuo? La scusa non tiene, l’epiteto appartiene all’area dell’imbecillità dal ‘500”, ha precisato la linguista Valeria Della Valle. “Scusa molto debole”, ha aggiunto, “Il significato ufficiale di ‘ebete’ è ottuso, imbecille, più recentemente stupido. Indica fin dall’antichità una mancanza di intelligenza: viene dal verbo latino hebere, cioè essere smussato”.

Il messaggio sulla pagina facebook della Lega Nord di Legnano è soltanto l’ultimo contro il ministro di colore. Dolores Valandro, consigliera del Carroccio di quartiere a Padova, ha parlato di lei alcune settimane fa dicendo: “Ma mai nessuno che la stupri così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna!”. Mentre all’inizio del mese Nicola Molteni, deputato della Lega e capogruppo in commissione Giustizia, insieme al consigliere regionale in Emilia Romagna, Manes Bernardini, hanno avvertito: “Dopo le promesse della Kyenge sullo Ius soli, è partita la tratta dei bambini.