“Sembrano emergere alcuni profili di irregolarità e sono pronta come qualunque cittadina ad assumermi ogni responsabilità”. Il ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem, alla fine mette nero su bianco. La vicenda della casa nel Ravennate per la quale, secondo alcuni giornali (tra cui il Fatto), non sarebbe stata pagata l’Imu è diventata d’altronde anche un caso politico tanto che il Movimento Cinque Stelle ha presentato un’interrogazione, mentre la Lega Nord ha presentato una mozione di sfiducia. “Non ho dichiarato niente in questi giorni sulla vicenda in quanto questi aspetti sono in mano ai miei tecnici – aveva detto il ministro in precedenza – Ho cercato di ricomporre le fila, ho dato la cosa in mano al mio avvocato che spiegherà tutto. Ogni altra mia dichiarazione può essere mal interpretata”. Ai giornali il marito e allenatore della campionessa olimpionica, Guglielmo Guerrini, aveva invece definito la storia frutto di un errore che si è trascinato per anni.

Ed è quello che ammette proprio il ministro in una nota: “Ritengo opportuno comunicare che, come è noto, durante la mia carriera da atleta sono stata per lunghi periodi lontana da casa. Per questo ho affidato la gestione dei miei interessi a persone e tecnici di mia fiducia”. Per questo la Idem ha deciso di affidare al legale Luca Di Raimondo il compito di verificare la situazione”. Dunque la parziale ammissione: “Dalle prime verifiche fatte dal mio avvocato – si legge – sembrano emergere alcuni profili di irregolarità e, ovviamente, sono pronta come qualunque cittadina ad assumermi ogni responsabilità, versando le eventuali sanzioni amministrative conseguenti, se dovessero essere confermate, sulla base degli accertamenti disposti, delle irregolarità di tipo amministrativo per quanto riguarda il pagamento dell’Ici, o edilizio e urbanistico per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso della palestra che occupa una parte dell’immobile dove risiedo”. “Anche in questo contesto, continuerò a ispirarmi a un principio fondamentale della mia esistenza che è il rispetto delle regole e l’assunzione di responsabilità in caso di loro violazione” conclude il ministro.

Intanto come detto il dibattito si sposta in Parlamento. Il Movimento Cinque Stelle al Senato ha presentato un’interrogazione, firmata dal capogruppo Nicola Morra, nella quale si chiede al ministro di “spiegare in Aula le motivazioni di quello che, ci auguriamo, sia solo uno spiacevole equivoco” e “le motivazioni di quello che, ci auguriamo, sia solo uno spiacevole equivoco”. “Su alcune testate locali del Ravennate, cartacee (La Voce, edizione del 6 giugno 2013, pag. 6) e online, è stato riportato che il ministro Josefa Idem, pur convivendo con il coniuge, avesse residenza e prima casa nell’adiacente palestra, evidentemente quindi adibita ad uso misto residenziale/commerciale, mentre il coniuge aveva residenza e prima casa nell’abitazione effettivamente utilizzata” spiega Morra nella sua interrogazione orale. L’episodio, ricorda Morra, è anche oggetto di un’interrogazione comunale nel Comune di Ravenna da parte del consigliere M5S Pietro Vandini“Lo stesso sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha dichiarato di aver disposto accertamenti tributari sul caso di cui sopra” continua l’interrogazione che spiega come “il giorno 11 giugno 2013 vi è stato un sopralluogo tecnico presso l’abitazione del ministro Josefa Idem”.

Infine la mozione di sfiducia della Lega Nord, presentata sia alla Camera che al Senato. “Deve dimettersi – dicono i capigruppo del Carroccio Massimo Bitonci e Giancarlo Giorgetti – Deve dimettersi quello che è accaduto è gravissimo. Al di là dei possibili risvolti giudiziari, è inaccettabile scoprire che su un ministro della Repubblica gravino accuse di furberie per aggirare il pagamento di imposte mentre ci sono famiglie e imprese in difficoltà perché non riescono a far fronte agli enormi carichi fiscali”. 

Del caso si occupa anche il senatore (emiliano) del Pdl Carlo Giovanardi che chiede al presidente del Consiglio Enrico Letta “se le notizie riportate dalla stampa” sulla vicenda dell’Imu che riguarda il ministro Idem “corrispondono a verità e quali iniziative intenda assumere perché il ministro dello Sport e delle Pari Opportunità regolarizzi la sua posizione anche per l’abitazione trasformata in palestra”. Giovanardi sottolinea che la stampa “ha dato ampio rilievo alle vicende relative alla doppia residenza del ministro Idem e dai versamenti avvenuti ‘a titolo di ravvedimento operoso’ per mettersi in regola con l’Imu”, e aggiunge che “il Comune di Ravenna, con un modulo di ‘accertamento di illecito’, verificava in data 11 giugno 2013 in capo al proprietario Josefa Idem l’utilizzo come palestra per attività commerciale di una unità immobiliare censita come abitazione, mentre ‘non risulta la conformità edilizia e l’agibilità delle strutture’, con un restauro avvenuto in assenza di segnalazione certificata per inizio attività”.