C’è un dato che, più di molti altri, fa capire quanto pesa la crisi economica che sta attraversando l’Italia. E’ il bilancio del ministero dell’Interno per la criminalità nel 2012, che mostra un aumento soprattutto di furti e scippi, i reati legati di più alle condizioni di povertà e disperazione dei cittadini. I dati riportati dal Sole 24 Ore mostrano un aumento complessivo dei delitti pari all’1,3%, uno scarto poco significativo. Colpisce però l’impennata di furti (+15,5%), borseggi (+11%) e scippi (+13%).

Aumentano quindi i tipici reati legati alla crisi economica, mentre calano del 5% gli omicidi volontari, dopo il rallentamento del 15% tra il 2006 e il 2010. Lo stesso fenomeno si sta registrando in questo periodo anche in altri Paesi europei in difficoltà. Come la Francia, per esempio, dove i furti in abitazione sono saliti del 14,7 per cento. Le province italiane più sotto pressione, calcolando il totale dei delitti in rapporto alla popolazione, sono le grandi realtà come Milano (8.400 reati ogni 100mila abitanti), Rimini (che grande diventa d’estate con l’arrivo di turisti e rischi al seguito), Bologna e Torino (tutte oltre quota 7mila), Roma, Genova e Firenze (sopra 6mila). Mentre le province che migliorano più spiccatamente sono Teramo, Sondrio e Macerata.

Tra le categorie di furti spiccano quelli in casa, aumentati del 16% a quasi 237mila. Seguono i borseggi, che si avvicinano a quota 150mila in rialzo dell’11%, ma ancora lontano dal picco del 2007 (oltre 160mila) e le autovetture rubate (127mila). Sono poi salite dell’8% le frodi (quasi 114mila), del 5% le rapine (42mila casi) e del 14% gli scippi, arrivando a sfiorare i 20mila casi.