A poche ore dalla riunione che deciderà le sorti di Adele Gambaro, la parlamentare che ha espresso critiche sul leader e i suoi metodi di comunicazione, è aperta la caccia alla lista dei presunti “dissidenti”. Sono i nomi citati dal giornalista Jacobo Jacoboni su La Stampa a scatenare la rabbia sul sito di Beppe Grillo. Tanto che i parlamentari tirati in causa si sentono costretti a rettificare in un post dal titolo “La stampa fa schifo”: “I senatori e le senatrici M5S smentiscono personalmente e categoricamente ciò che è affermato nell’articolo ‘I quindici senatori del M5S sull’orlo della scissione‘”. Si dissociano in dodici e ci mettono nome e cognome: “Lorenzo Battista, Alessandra Bencini, Rosetta Blundo, Elisa Bulgarelli, Francesco Campanella, Monica Casaletto, Cristina De Pietro, Paola De Pin, Serenella Fucksia, Mario Giarrusso, Barbara Lezzi, Michela Montevecchi, Ivana Simeoni smentiscono personalmente che siano dei “parlamentari decisi ad andar via…“. I nomi dell’articolo in questione però non sono campati in aria. Tra loro molti critici, qualche collega dell’Emilia Romagna, patria dell’elezione della stessa Gambaro e senatori che nei giorni successivi alla convocazione della riunione non si erano risparmiati dichiarazioni di fuoco. Ora però la volontà di ricucire in vista di un incontro tutt’altro che facile. 

“È evidente”, continuano nell’articolo, “che la campagna mediatica in atto è tesa a minare le fondamenta del Movimento al quale si lascia spazio solo per sterili polemiche anziché informare circa il buon lavoro svolto in Parlamento. Si riservano azioni legali nel caso in cui la notizia non verrà smentita direttamente dal quotidiano interessato in quanto i senatori oggetto dell’articolo non hanno rilasciato alcuna dichiarazione in merito”. 

La giornata campale per il Movimento sarà lunedì 17 giugno. Nel pomeriggio è prevista l’assemblea congiunta tra deputati e senatori durante la quale si deciderà se mettere al voto l’espulsione di Adele Gambaro. In ogni caso, secondo il regolamento, l’eventuale decisione dovrà essere ratificata dalla rete. Il precedente è quello di Marino Mastrangeli, senatore ora al gruppo misto. Questa volta però la riunione si annuncia come una resa dei conti capace di mettere in discussione l’unità del gruppo. Molti i parlamentari che hanno intenzione di opporsi alla cacciata della senatrice critica verso la linea del leader. E comunque si mettano le cose, i punti da affrontare sono tanti, a partire da i critici che nei giorni scorsi hanno accolto con stupore e rabbia la dura reazione di Beppe Grillo. L’ultima strada, per evitare di prendere una posizione, potrebbe essere quella di affidarsi direttamente alla rete per sentire il parere degli elettori. Di sicuro gli scontenti metteranno sul tavolo alcune questioni come la libertà di espressione, la democrazia interna e le pressioni.

L’aria è pesante, ma nessuno ha voglia di mollare. Per primo l’ex comico genovese, che solo venerdì ha incontrato trenta tra amministratori regionali e comunali e ha parlato di autocritica e riflessione. Parole difficili da scrivere sul blog, ma che nell’incontro a porte chiuse sono state il tema principale su cui lavorare per migliorare in strategia e comunicazione. I più vicini Grillo, lo descrivono tranquillo. Se a lasciarlo saranno in dieci o massimo quindici, sarà quella percentuale di eletti che lui aveva già messo in conto di perdere per strada. Piccoli numeri che contrastano con le previsioni dei più maligni e che preannunciano la rottura. Tutto dipenderà dall’esito della votazione e dal coraggio dei singoli di prendere posizione.