La sigaretta elettronica può aiutare ma il vero nemico da abbattere per smettere di fumare non è la dipendenza dalla nicotina, ma il proprio bisogno di dipendenza che si manifesta nel vizio del fumo.

Lo aveva capito bene Allen Carr quando è riuscito a smettere di fumare i suoi dieci pacchetti di sigarette al giorno e ha scritto il libro: E’ facile smettere di fumare se sai come farlo, che è diventato un classico sull’argomento.

E’ relativamente facile disassuefarsi dalla nicotina, magari aiutandosi con i tanti prodotti naturali o chimici che esistono in commercio a questo scopo. E’ meno facile rinunciare a tutto ciò che la sigaretta rappresenta per ogni fumatore.

Che il bisogno di dipendenza sia primario, lo dimostra per esempio il fatto che spesso chi smette di fumare si rivolge suo malgrado verso forme di dipendenze diverse orientandosi senza soluzione di continuità su cibo, caramelle o altre sostanze.

Lo dimostra anche il fatto che la maggior parte dei fumatori inizia a fumare durante l’adolescenza, periodo in cui la sperimentazione, l’esplorazione e la ricerca di autonomia sono i must.

Quanto si è equipaggiati per l’autonomia, cioè quanto si può contare sulla solidità delle relazioni familiari, sul sostegno dei coetanei, del gruppo, di altri adulti di riferimento, si vede al momento del bisogno.

Meno risorse si hanno, più alto è il rischio di appoggiarsi ad altro.

Se relazioni familiari e sociali insicure e identità instabili sono il bagaglio con cui ci si affaccia al mondo, sarà più difficile affrontare le difficoltà della vita o magari ci si riuscirà al modico prezzo di una dipendenza. La dipendenza dalla sigaretta può rappresentare allora simbolicamente il fallimento del completamento del percorso verso l’autonomia affettiva.

Forse una forte spinta verso posizioni più adulte, di maggiore autonomia e/o responsabilità, può rendere insopportabile, come anche ormai inutile, la dipendenza dal tabacco. Penso a una paziente che si è trovata in una situazione simile dopo aver perso i genitori.

Chi vuole diventare non fumatore deve prendere consapevolezza anche di tutte le funzioni accessorie legate al fumo: la gestualità del tenere la sigaretta, la gratificazione che ci si illude di ottenere, la proprietà rilassante che erroneamente le si attribuisce: la sigaretta e il tabacco in verità non cambiano nulla nello stato d’animo, al massimo creano una sospensione o una distrazione per poi ritornare al punto di partenza se non peggio dopo averla finita.

Come sarebbe la vita senza sigaretta? la volontà è importante ed è importante costruire uno scenario del proprio futuro senza tabacco, e che sia uno scenario positivo affinchè smettere di fumare sia una conquista e non una rinuncia.