Vorrei cominciare da questa foto:

L’ho scattata nel mio quartiere pochi giorni prima delle elezioni comunali a Roma.
Siamo a duecento metri in linea d’aria dal Colosseo.
 
C’è questo candidato del I municipio (prima si chiamavano “circoscrizioni”, ma si vede che “municipio” fa più figo…) che ci tiene a rivendicare la sua diversità.
Chi l’ha detto che i politici sono tutti uguali?” si domanda.
 “Alcuni danno l’esempio” si risponde.
 
Che c’è di strano? Che l’affissione è abusiva.
Come potete vedere è su un muro di un palazzo.
 
Quindi, il buon Veloccia, che ci tiene a tracciare la differenza tra lui e la feccia che abita i palazzi della politica, lui, sguardo serio verso il futuro, che si candida al centro storico di Roma, che dovrebbe amare e rispettare la zona che vorrebbe rappresentare, lui, o meglio la sua faccia, sporca illegalmente i muri della Capitale.
La responsabilità non è sua, obietterà qualcuno, ma della società o dei volontari che fanno le affissioni. 
 
Sbagliato. Secondo la legge ” è tenuto al pagamento della sanzione, in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda”. Multa a chi ha affisso e a chi ha commissionato.
 
Il problema è solo uno (scoprimmo girando alcuni pezzi per Le Iene): le sanzioni sono talmente basse che conviene dare l’appalto a quelle ditte che, per prezzi stracciati, sono disposte a condividere il rischio. Quindi: se ti affidi a loro sai già che infrangeranno la legge.
 
Ma tu sei “diverso”. Dai l’esempio.
Questo Paese non finisce mai di stupirmi. Sono sicuro, molti penseranno che non è certo un’affissione abusiva il problema. No, non lo è. Ma è sicuramente un segnale.
Il segnale che vale tutto.
Vale che Fiorito (Er Batman, ricordate?) dice “che la ggente me ama. Vojo tornà in politica”.
 
Ma che ce frega. C’è spazio per tutti, no? E chi siamo noi per giudicare?
Ho passato la mattinata di ieri al telefono cercando di capire se Veloccia sia stato eletto.
Nessuno ha saputo darmi informazioni. A quasi due settimane dal primo turno (quello in cui si votavano i candidati circoscrizionali….pardon: ai municipi) i risultati non sono ancora stati ufficializzati.
 
Sembra comunque che Veloccia non ce l’abbia fatta. Sembra.
Forse gli elettori non sono tutti uguali. Forse qualcuno – come me – non voterebbe mai chi sporca la città che dovrebbe amare. Forse qualcuno è stufo dell’ipocrisia di chi proclama “io sono diverso”. Quando i fatti dimostrano l’esatto contrario.
E forse siamo davvero noi che dobbiamo dargli l’esempio.