Cara Giulia,

oggi in classe abbiamo parlato come al solito alla rinfusa di distribuzione cinematografica, ma anche di politica, ma anche di etica, ma anche di ideali, ma anche di utopie. Nella drammatica situazione in cui si trova oggi chi è chiamato ad insegnare senza voler ingannare una materia tanto aleatoria e tanto vana come la produzione cinematografica, io ancora parlo spesso di utopia e di sogni e durante le lezioni cerco di carpire quali sono quelli tuoi e dei  tuoi colleghi, perché è su quelli che durante tutte le ore che trascorreremo insieme insisterò. Perché mai come oggi chi vuole fare cinema si deve alimentare di sogni e utopie. E la tua generazione, che apparentemente sembra non vedere un futuro, intendo purtroppo nella vita e non nel cinema, forse è nel sogno, nell’utopia, che può trovare un varco.

Oggi tu, più degli altri, ti sei esposta, hai parlato della tua utopia cinematografica. Accalorandoti come sai fare bene, ci hai detto che tu vuoi fare un cinema che intervenga sulle persone a cui è destinato scuotendone le coscienze, perché tu il cinema lo vuoi fare per inseguire un ideale, non certo per arricchirti. E per questo sogni un cinema alla portata di tutti. Io ti guardavo, ti ascoltavo con attenzione, cercavo di portare il tuo ragionamento in un vicolo cieco, cercavo di smontarti, perché questo è il mio dovere di insegnante, ma nello stesso tempo ero con te e mi dicevo vai, vai avanti, non ti fermare, di’ pure sfondoni, ma tieni la posizione con forza e con orgoglio, sbaglia pure senza mai accettare, non solo oggi a scuola, ma domani fuori di qui, quando comincerai a scontrarti con i soloni imbiancati che ti dicono che i film sotto un certo costo sono dei non film, che rovinano l’immagine dell’industria cinematografica italiana; che si dimenticano che con film di quella dimensione hanno esordito Matteo Garrone, Luca Miniero, Paolo Genovese, Saverio Costanzo, Gianluca Tavarelli, Matteo Botrugno, Daniele Coluccini, Gianni Zanasi, Daniele Gaglianone, Francesco Munzi,  Edoardo Winspeare, Guido Lombardi; che ti dicono vedrai con il tempo cambierai idea e farai anche tu il cinema di intrattenimento che fa soldi; che sorrideranno di te se, ormai anche te imbiancata, continuerai a fare i discorsi che fai.

E con te, vadano avanti tutti i tuoi colleghi, ognuno per la propria strada, diversa da quelle di tutti gli altri, da Vincenzo che vuole fare l’industriale del cinema a Guendalina che sogna un cinema impregnato di un’altra utopia, di un’altra fede. Non ti fermare davanti agli ostacoli: trova il modo di aggirarli. Inventati. Lotta. Non avere paura di perdere. Se puoi, non lamentarti mai e sorridi, perché il cinema in fondo è un lavoro da privilegiati.

E soprattutto, se ci riesci,  non tradire te stessa, mai.