Pechino – Ricordate l’indignazione cinese per il Nobel per la pace assegnato a Liu Xiaobo? Dal loro punto di vista, Liu è un criminale condannato a 11 anni per “aver incitato alla sovversione dello Stato”. All’epoca la Cina istituì un premio analogo, il Confucio. E furono in molti a suggerire il nome di Assange. Allora non fu altro che una provocazione. Ma oggi?

Il presidente cinese è appena uscito a testa alta da una due giorni informale con la sua controparte americana. Mentre i due si confrontavano su come non pestarsi i piedi nel nuovo ordine mondiale bipolare, la stampa occidentale attacca l’amministrazione Obama su quello che è sempre stato il suo fiore all’occhiello: privacy e diritti civili. Scoop del Guardian: l’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) ha raccolto e conservato telefonate e messaggi di centinaia di milioni di americani. E, pare, lo abbia fatto con l’aiuto delle più importanti aziende internet del paese. Edward Snowden, la fonte, si è rifugiato a Hong Kong perché – ha dichiarato – la città ha “una lunga tradizione di libertà di espressione”. Ma i membri del Congresso hanno già chiesto l’estradizione e l’accordo c’è. È stato siglato tra Hong Kong e Stati Uniti nel 1997, quando la città è stata restituita alla Cina.

Ma la Repubblica Popolare, che con gli Usa non ha nessun trattato di estradizione, all’epoca aveva imposto una clausola. La Rpc ha diritto di veto nel caso in cui la persona in questione “è collegata alla (sua) difesa, politica estera o è essenziale per l’interesse pubblico o la linea politica”. Certo, oggi la Cina non avrebbe nessuna voglia di inimicarsi apertamente gli Stati Uniti, ma Snowden – come consigliano diversi analisti di Hong Kong – potrebbe chiedere asilo politico. Per Xi Jinping un caso di diritti civili in cui la Cina garantisce asilo a un americano sarebbe veramente un colpo da maestro.

Il Fatto Quotidiano, 11 Giugno 2013