Ieri mattina, appena tornato ad Ankara, il premier turco Recep Tayyip Erdogan aveva detto che la “pazienza” del governo con chi in questi giorni sta protestando ha “un limite”. Nessuno però si aspettava che quel limite potesse essere superato solo poche ore dopo, quando la polizia ha prima attaccato con i cannoni ad acqua, poi con decine di lacrimogeni, e infine caricato le migliaia di manifestanti che protestavano pacificamente a Kizilay, nel centro della capitale. Ma tanto non è bastato a scoraggiare quanti avevano già occupato un’altra via della capitale, Kennedy Caddasi, già teatro di scontri con la polizia due giorni fa. Centinaia di giovani hanno provato a proteggere il presidio con barricate che hanno tenuto lontane le forze dell’ordine per diverse ore, fino a quando la polizia non è intervenuta di nuovo con cannoni ad acqua, lacrimogeni e proiettili di gomma per proteggere le ruspe che hanno liberato la strada  di Andrea Postiglione