Ultime ore alla ricerca di voti per Gianni Alemanno e Ignazio Marino, che si sfidano a distanza. Dopo il confronto diretto al Campidoglio, i candidati incontrano i loro sostenitori per gli ultimi proclami prima del silenzio elettorale. Da piazza Farnese, dove ha deciso di fare un lungo comizio per tutta la serata, Ignazio Marino incita i suoi sostenitori con lo slogan”Daje” e aggiunge: “Dopo cinque anni di disastri, che sono stati sempre colpa di altri, dobbiamo cambiare tutto. E lo dobbiamo fare per i romani. Noi rivogliamo indietro la nostra Roma”. Sul palco con lui il neopresidente del Friuli Venezia Debora Serracchiani, i sindaci di Milano e Cagliari Giuliano Pisapia e Massimo Zedda e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. “Siamo a 72 ore dalla liberazione diRoma, ci siamo quasi”.

Gli risponde il sindaco uscente Alemanno, in giro per la capitale a bordo di una motocicletta, una Kawasaki Versys nera. “Invito tutti i romani e le romane ad andare a votare perchè non è pensabile un astensionismo che premia l’apparato grazie al quale Marino è andato avanti al primo turno. Se vince il voto d’opinione vinciamo noi perchè solo noi abbiamo le capacità per portare avanti Roma che non deve tornare indietro ma andare verso il futuro per essere competitivi con le altre capitali europee”. Il primo cittadino uscente sa che la vera sfida è convincere i suoi elettori a non disertare l’appuntamento elettorale: “I romani sono persone particolari, vanno a fiuto: al primo turno avranno pensato che c’erano cose più importanti da fare. Ma quando hanno visto il ghigno dei nostri avversari e soprattutto il sorriso inquietante di Marino hanno capito che non si può dare Roma a questi personaggi e che il futuro non può essere nelle mani di un romano su due. Bisogna tornare a votare, se la gente rivota vinciamo noi questo ballottaggio”. E subito l’attacco al candidato Pd: “Il mio avversario è una persona che non conosce Roma e che ha deciso di fare il candidato sindaco solo tre mesi fa. Si è messo a fare il moralista, ma ha dimostrato di non essere assolutamente qualificato per farlo perchè ha tanti problemi da questo punto di vista”. Marino non è adeguato secondo Alemanno: “E’ una persona che non può guidare Roma e il centrosinistra lo ha scelto con una logica di apparato”. Poi si è soffermato a parlare del “patto con i romani”, accordo simbolico che ha voluto siglare oggi con i suoi cittadini: “Sono 25 punti d’impegno con i romani. Noi siamo gli unici che possono dare garanzie sui valori della vita e della famiglia, sullo sviluppo della città, producendo 60 mila posti di lavoro, sulla sicurezza, facendo in modo che a Roma resti solo chi rispetta le regole. Grazie alla nostra guida, Roma sarà la prima città a uscire dalla crisi economica”.

Per il rivale di centrosinistra Alemanno ha avuto parole dure: “Fa politica solo dal 2006 e da allora non ha mai fatto nulla per Roma. L’ha scoperta solo 3 mesi fa quando Bettini gli ha detto di candidarsi. Marino è contrario ai nostri valori, non conosce niente di sviluppo, parla al massimo di bici e giardinetti, ha fatto votare i nomadi alle Primarie, farebbe tornare Roma ai tempi di Veltroni”. Infine, l’appello al voto: “La rimonta del 2008 è la stessa rimonta da fare adesso, lo possiamo fare. Prendiamo le agende, mandiamo tutti a votare, se non si vota vincerà il voto di apparato. Basta mettere una croce sul mio nome, continuiamo sulla strada della speranza. Roma vuole andare avanti, vinciamo insieme questa battaglia”.

I due candidati non erano soli nella loro corsa elettorale. Tanti i nomi importanti chiamati per l’ultimo sprint prima del voto. In piazza Farnese, tra il pubblico a sostegno di Ignazio Marino, anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani: “La partita piu’ importante si gioca a Roma. Mi pare che i romani percepiscano questa voglia di rinnovamento che Marino può portare. I cittadini vogliono cambiare e lui è la persona giusta e credo che possa davvero vincere questa sfida”. Una presenza importante per un candidato che fin da subito è stato esponente della linea “vinciamo nonostante il Pd”, cercando di arginare i problemi a livello nazionale e mostrandosi come un’alternativa chiara. “Noi abbiamo fatto una campagna nelle piazze – ha concluso Marino – non abbiamo pensato che si dovesse andare a spiegare come volevamo cambiare la nostra città nei talk show, lo abbiamo fatto nei quartieri, nei parchi, nei bar, nelle palestre, nei luoghi di lavoro, negli ospedali, nei centri anziani, nelle scuole, e io in questo periodo ho imparato molto, guardando Roma da tutte le sue strade a tutte le ore del giorno”.

In campo per Alemanno invece Giorgia Meloni, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia: “Noi speriamo che i romani scelgano di dare ad Alemanno e al centrodestra la possibilità di passare a una seconda fase di esperienza di governo che ci consenta di disegnare il nostro modello di città, dopo cinque anni passati a rimediare ai disastri di quella gestione scellerata dell’amministrazione. In ogni caso siamo certi che esprimeranno il loro voto nell’interesse della città e non per gratificare l’ego della sinistra e del segretario del Pd”. A sostegno dell’espondente Pdl anche Silvio Berlusconi, che Alemanno dice: “c’e’ stato a fianco con quello che è il mezzo che lui preferisce e cioè la televisione. Ha fatto spot e videomessaggi: questo è il modo migliore col quale ci potesse appoggiare”.