Cari amici di Cittadinanzattiva,
ho letto con interesse il vostro appello ai candidati a Sindaco di Roma, che affronta alcuni aspetti prioritari per l’amministrazione della nostra città. Molti degli impegni che mi chiedete di prendere sono già contenuti nel mio programma. 
Ho voluto caratterizzare la mia campagna elettorale all’insegna di alcune parole chiave che dovranno guidare anche l’azione concreta del prossimo sindaco di Roma. Sono convinto che il grande segnale di cambiamento espresso dal voto dei romani indichi chiaramente che è necessario invertire la rotta rispetto a cinque anni di scandali e sprechi.
 
A mio avviso le parole chiave che devono guidare la prossima amministrazione capitolina sono: partecipazione e trasparenza. Ho detto spesso, alla fine dei numerosi incontri che ho avuto con i cittadini, che mi aspetto che tutti i romani vengano in Campidoglio a spronare il Sindaco. È necessario prevedere modalità di confronto diretto con i cittadini, che dovranno vedersi aperte tutte le porte, non solo del Campidoglio, ma anche di ogni sede municipale.
 
In particolare, penso sia necessario assumere degli impegni concreti, che vorrei così sintetizzare.
 
In primo luogo, dopo i cinque anni di Alemanno l’amministrazione comunale deve cambiare direzione di marcia. Dopo aver visto favori e raccomandazioni, i cittadini oggi non si fidano più della politica e dell’amministrazione. Ritorna il vecchio “sono tutti uguali”. Per questo noi non ci accontentiamo di proporre una nuova classe dirigente, onesta e laboriosa, ma vogliamo regole ferree, procedure chiare e controllabili da chiunque, perché davvero Roma volti pagina. Sta a noi, alla nuova amministrazione, dare attuazione rigorosa, completa e tempestiva alle nuove norme per la prevenzione della corruzione. Costruiremo un nuovo piano per prevenire e contrastare questo fenomeno insieme ai cittadini, alle associazioni, a chi rappresenta gli utenti dei servizi pubblici, agli imprenditori: solo insieme si possono individuare risposte efficaci, mettendo a  fuoco le difficoltà e realizzando un nuovo patto tra città e amministrazione pubblica. Si può semplificare la gestione della città attraverso la comunicazione, la trasmissione di informazioni e di dati, per aiutare i cittadini ad orientarsi nella realtà quotidiana. Cittadini e amministrazione devono parlarsi, ascoltarsi e mettere in comune idee e proposte.
La partecipazione viaggia di pari passo con un altro concetto fondamentale: la “trasparenza”. Trasparenza che va intesa come “accessibilità totale” e che trova naturale attuazione, nell’era digitale, attraverso la pubblicazione sui siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione e delle performance.
 
In secondo luogo, sono convinto che il compito principale di un sindaco sia assicurare l’erogazione dei servizi di base per i cittadini. Per vivere bene in una città è fondamentale che l’amministrazione garantisca standard elevati di qualità ed efficienza nell’erogazione dei servizi pubblici locali: trasporti, raccolta e riciclo dei rifiuti, politiche per la famiglia, nidi, spazi verdi e luoghi per fare sport, iniziative culturali, fino ad arrivare alla manutenzione delle strade. L’insieme di questi servizi fa sì che una città sia un luogo in cui si vive bene.
Le politiche sociali non possono prescindere da un sistema integrato di risposte tra le diverse realtà, enti e istituzioni che forniscono i servizi, a partire da un rinnovato rapporto con la Regione Lazio. L’obiettivo è il superamento delle risposte frammentate e settoriali, per una regia generale e consapevole che migliori la qualità dell’assistenza, elimini gli interventi inappropriati, prevenga la cronicizzazione delle situazioni di disagio.
Questo sistema integrato deve superare la separazione tra servizi sanitari e sociali che si prendono cura della persona in tutte le sue dimensioni: psicologica, sociale, familiare, relazionale e lavorativa.
 
Inoltre, la raccolta differenziata è una “rivoluzione culturale” ancora tutta da svolgere a Roma, mentre in altre parti d’Italia è ormai avvenuta con successo. Va adottata, pertanto, una strategia d’azione mirata a creare altre abitudini, altri meccanismi comportamentali, altri automatismi che rendano la raccolta differenziata una azione ordinaria e quotidiana nella vita dei cittadini romani. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere il 50% entro il 2014 e il 65% entro il 2016.
 
Uno dei segni più evidenti della cattiva gestione della giunta Alemanno è quotidianamente visibile sulle strade della nostra città, che sono piene di buche. Bisogna passare da un modello di affidamento basato sulla manutenzione più o meno emergenziale, a un modello fondato sulla gestione, unificando i lavori di natura straordinaria con quelli di natura ordinaria. La ditta vincitrice deve diventare la responsabile del buono stato della strada per un lungo periodo e avere tutto l’interesse a realizzare interventi a regola d’arte. 
 
A questo è necessario affiancare un deciso segnale di arresto alle logiche di spartizione dei posti nei consigli d’amministrazione delle aziende partecipate dal Comune di Roma. Si dovranno nominare gli amministratori delle società scegliendoli da una rosa di personalità di profilo nazionale dal curriculum impeccabile.Il Comune, insieme a società, aziende, istituzioni e fondazioni che ad esso fanno capo, devono diventare una casa di vetro.
 
Non ho mai creduto che dal Campidoglio sia possibile amministrare questa città senza un rapporto con i romani che vivono e conoscono le difficoltà quotidiane del vivere a Roma. Ho chiesto ai cittadini che ho incontrato in questi mesi di continuare a segnalare cosa non funziona, piuttosto che quello che funziona.
Sono convinto che anche grazie al vostro lavoro sarà possibile rispondere all’esigenza di cambiamento e voltare finalmente pagina.

Ignazio Marino
6 Giugno 2013