Riforme e Tav. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale e ha approvato il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’accordo tra Italia e Francia per la realizzazione della Tav. Secondo il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato il provvedimento “non comporti oneri di spesa”. 

Per il capitolo riforme, peraltro, il governo chiederà la procedura di urgenza per dare certezza e ridurre i tempi di discussione e approvazione del provvedimento”, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, E’ stato lo stesso ministro a chiedere ai capigruppo alla Camera che il disegno di legge sia esaminato prima della pausa estiva. “E’ la dimostrazione – ha spiegato Franceschini – della volontà del Governo di andare avanti rapidamente e con determinazione sulle riforme”. “Il disegno di legge sarà trasmesso al Senato – continua il ministro – dove il Governo chiederà la procedura di urgenza per dare certezza e ridurre i tempi di discussione e approvazione del provvedimento. Il Parlamento aveva dato mandato 8 giorni fa al Governo di tradurre in un ddl il contenuto della mozione entro il 30 giugno. Il governo lo approva oggi, con molto anticipo sui tempi fissati”.

Quagliariello: “Cronoprogramma: iter riforme in 18 mesi”. ”Il testo approvato prevede un vero eproprio cronoprogramma per rispettare quanto il premier Letta ha detto in sede di dichiarazioni programmatiche confermate con il voto in Parlamento: cioè che l’iter delle riforme si concluda in 18 mesi” dice il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello. ”Il Comitato dei 40 lavorerà fino alla fine di febbraio. E’ ipotizzabile che la prima lettura di una delle due Camere avvenga entro fine maggio 2014, la prima lettura dell’altra Camera per gli inizio di settembre e quindi per l’ottobre 2014 si possa prevedere l’approvazione definitiva della riforma”. Sul conflitto di interessi il ministro risponde: “Non è previsto che si occupi diquesto tema perché va oltre il contenuto delle mozioni parlamentari. Ci sono forme di governo che hanno ricadute che vanno oltre ma è una preoccupazione del Parlamento e va fatta dal parlamento. Abbiamo ulteriormente rafforzato l’articolo 138 della Costituzione laddove il referendum o i referendum, che saranno fatti su riforme dal contenuto omogeneo, potranno essere richiesti anche se la riforma non otterrà i due terzi previsti” dalla Carta.

Il ministro aveva spiegato su Think News che necessità e velocità si possono coniugare: “Fare presto e fare bene. Non vi è contraddizione alcuna fra i due imperativi categorici che dovranno guidare il percorso delle riforme costituzionali. Oggi il governo, in ossequio al mandato ricevuto dalle Camere, fissa in un disegno di legge costituzionale le scadenze temporali e procedurali che consentiranno di dare ai cittadini italiani, nell’arco di diciotto mesi, istituzioni più forti e più efficienti e la possibilità di pronunciarsi sul lavoro compiuto anche se la riforma della Costituzione dovesse raccogliere un consenso parlamentare superiore alla soglia dei due terzi. La sfida – sottolinea Quagliariello – è coniugare tempi rapidi, una coesione politica che sulla scrittura delle regole comuni sia il più possibile al riparo dalle temperie della dialettica quotidiana, il rispetto e anzi il rafforzamento delle garanzie sostanziali che la Carta pone a presidio della sua revisione, e il massimo coinvolgimento popolare. Subito dopo, nel pomeriggio – prosegue il ministro – è previsto l’incontro al Quirinale fra il presidente Napolitano e gli autorevoli studiosi che generosamente e in maniera del tutto gratuita, in attesa che la fissazione dell’iter parlamentare si sia compiuta, hanno accolto l’invito del presidente Letta ad approfondire i nodi sul tappeto affinchè il governo, nel passare il testimone alle Camere, possa farlo con un elevato grado di consapevolezza circa le diverse opzioni di riforma, l’adeguatezza al momento storico e le loro ricadute sull’ordinamento. Affinché, insomma, oltre a fare presto si possa fare il meglio possibile”.

Tav, ora parlamentari italiani e francesi dovranno approvare. I parlamentari italiani, ma anche quelli francesi, saranno ora chiamati ad approvare il trattato italo-francese sulla Tav: “Parigi – diceva nei giorni scorsi Mario Virano, presidente della commissione italo-francese – dovrebbe votarlo già prima della pausa estiva, se corriamo possiamo farcela anche noi”. La ratifica dell’accordo “è l’atto politico – spiega Hubert Du Mesnil, presidente della Ltf – che consentirà di determinare le condizioni per la realizzazione del tunnel di base (57 km, 45 in Francia, 12 in Italia, ndr) e la ripartizione dei fondi tra i due Paesi e l’Unione Europea. Italiani e francesi stanno facendo squadra, è un progetto difficile, ma abbiamo la pretesa di riuscirci”. Alla fine del 2013 “ci saranno tutte le condizioni – aggiungeva Virano – affinché all’inizio del 2104 si possano avviare le gare per i lavori del maxi-tunnel e della stazione internazionale di Susa”. Ma già a fine 2013 partirà lo scavo del prolungamento di una delle tre discenderie in Francia: sarà realizzato con il diametro del tunnel di base e, quindi, può essere considerato con l’inizio dell’opera più importante della nuova Torino-Lione”.