Palermo e la Sicilia inizino a dare le cittadinanze simboliche ai figli degli immigrati che nascono in Sicilia, il famoso Ius soli che non si vuole fare”. Questo l’annuncio dato da Rosario Crocetta intervenuto alla presentazione del Palermo Pride nazionale 2013 e Roma Pride 2013, manifestazioni presentate congiuntamente a Montecitorio per dare forza alle rivendicazioni dei diritti civili in Italia. “Se una moglie di un immigrato partorisce – spiega il governatore della Sicilia – noi quel bambino lo cominceremo a considerare simbolicamente siciliano e quindi italiano. L’Italia – prosegue Crocetta – è pronta per lo Ius soli”. Poi Crocetta esprime solidarietà al ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge per gli attacchi subiti, mentre sulla legge per contrastare l’omofobia in discussione alla Camera dei Deputati dice: “E’ necessaria”. Ma il governatore siciliano punta il dito anche sul mancato riconoscimento in Italia delle unioni omosessuali: “Qui si deve capire se si vuole stare in Europa con Francia, Spagna, Svezia, Olanda, Germania e Belgio, oppure stare con la Lituania?” di Manolo Lanaro