Al Gay Pride di Palermo ci sarà anche una rappresentanza del governo. “Ho deciso di partecipare con Laura Boldrini al pride nazionale a Palermo il 14 giugno“. L’annuncio è del ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem nell’audizione in commissione alla Camera. “E’ necessario un forte impegno nazionale e europeo per garantire parità di trattamento e dignità delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (lgbt)”, ha aggiunto l’ex canoista.

Il ministro ha anche parlato della necessità di “interventi normativi finalizzati a contrastare l’omofobia e la transfobia e a riconoscere i diritti delle coppie dello stesso sesso, seguendo le autorevoli sollecitazioni che sono state espresse dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. In questo quadro intendo rivitalizzare, insieme agli enti locali, quelle best practice che hanno condotto, in alcuni comuni, all’istituzione dei registri delle unioni civili, in modo tale da consentire alle coppie dello stesso sesso, prima di un intervento normativo a livello nazionale che regoli in via definitiva la materia in linea con i canoni europei, un primo riconoscimento di tali vincoli affettivi”.

E ciò che reclamano i comitati organizzatori della manifestazione, che si terrà nella città siciliana dal 14 al 23 giugno, con la sfilata il 22 giugno,  è un “avanzamento legislativo” che porti a pari diritti e un maggiore contrasto all’omofobia. “Il Palermo Pride  – annunciano i promotori – riunirà 100mila persone nel capoluogo siciliano. Un corteo di carri colorati attraverserà la città per vincere le battaglie sui diritti.”

“In un momento di crisi bisogna rimettere al centro i diritti e investire nella cultura delle differenze – ha detto la presidente del comitato organizzatore del Pride nazionale, Titti De Simone – non passa giorno senza discriminazioni e violenza sulle persone lgbt. Questa è una battaglia che si combatte per vincere, è il momento di dare segnali importanti”.

“Domani in Commissione Giustizia alla Camera sarà calendarizzata la legge contro l’omofobia – ha affermato il deputato di Sel, Alessandro Zan – alcuni parlamentari hanno anche presentato una proposta di legge per il matrimonio che vorremmo portare avanti: non si capisce perché questo tipo di contratto non possa essere esteso a persone delle stesso sesso. In Parlamento comincerà una dura battaglia per dare il via a una nuova stagione”.