Bagarre in Aula al Senato durante la votazione del decreto-legge sulle disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione. La polemica si innesca quando il senatore del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Santangelo, accusa Roberto Formigoni di aver votato in una posizione diversa dalla propria. Pronte le scuse dell’ex presidente della Regione Lombardia: “Il collega ha ragione, avevo fatto uno scambio di tessere, per cui avevo messo la mia tessera nel posto sbagliato. Me ne scuso con lei, signor Presidente, e con tutta l’Assemblea”. Successivamente il “pianista” smascherato è il senatore Pdl Franco Carraro, accusato da Marino Mastrangeli, senatore del Gruppo Misto ed ex esponente del M5S, di aver votato al posto di Carlo Giovanardi. Tra le urla di proteste del Pdl e gli applausi del M5S, Mastrangeli spiega: “Non si tratta di un problema solo democratico, ma anche erariale: ogni voto dato dall’altra parte è un danno erariale. Sono ben 200 euro, che se li prende quell’altro”. Carlo Giovanardi protesta e si difende: “Questo non è un asilo infantile, ma siamo senatori impegnati in Aula a seguire un provvedimento. Chi solleva questo problema” – continua – “lo fa in modo strumentale, in maniera tale da danneggiare i lavori del Senato, perché è impossibile che una persona possa stare tre ore sempre seduta al proprio posto, senza protersi allontanare di un metro“. E aggiunge: “La contestazione non ha assolutamente senso: se c’è l’alzata di mano, che io la alzi qua o che la alzi là, il voto è valido lo stesso“. Interviene il presidente del Senato Pietro Grasso che rammenta le regole: “Ognuno deve restare al suo posto quando si vota. Una cosa è il voto per alzata di mano, un’altra cosa il voto elettronico, che va fatto nelle modalità prescritte”. Vibrante la replica di Vito Crimi al senatore Pdl: “E’ offensivo definire ‘asilo infantile’ chi pretende semplicemente il rispetto delle regole. Non lo accetto. Senatore Giovanardi, non faccia quel gesto. Se qualcuno” – prosegue – “ha bisogno di ragionare con la testa è lei e non noi, perché noi stiamo cercando solamente di far rispettare delle regole. L’esercizio democratico del voto lo ritiene un esercizio dell’asilo infantile?” di Gisella Ruccia