L’ebbrezza della notizia ce l’ha nel sangue. Alessandro Bertoldi, commissario del Pdl di Bolzano, fido scudiero della sottosegretaria alla pubblica amministrazione e alla semplificazione Michaela Biancofiore, insinua che, forse, a Saviano “piaccia” tirare di coca. Saviano ha denunciato che al “Nord ci si affretta sempre a dire che un mafioso è stato arrestato, ma la mafia non c’è. Che è stata sequestrata della cocaina, ma il narcotraffico non c’è. Perché se al Sud lo dicono, vengono ritenuti bravi, al Nord no, dà fastidio, e secondo me fanno male”.

Perché Bertoldi l’ha presa così male? Perché Saviano si è avvicinato troppo a dove vive Bertoldi: “C’è una vena che porta molta coca in Italia: l’Autostrada del Brennero, molto poco presidiata, secondo me”. E c’era un organizzazione internazionale “che riempiva di cocaina il Trentino Alto Adige. Molta restava qui, perché ai trentini piace ‘pippare’ coca”. Cose in gran parte risapute dopo le numerose inchieste e arresti da parte della magistratura, comprese le infiltrazioni mafiose al Nord. Nulla di nuovo, ma qualcosa di sempre più preoccupante.

A questo punto Bertoldi è scattato sulla notizia:

“Visto che Saviano sostiene che i trentini e gli altoatesini siano delle persone a cui piace pippare coca, mi chiedo se non piaccia anche a lui”. E ha proseguito: “Anche questa volta Saviano non ci ha risparmiato con i suoi sermoni patetici. Rinunci alla scorta, altrimenti chiederemo noi cittadini che il ministro gliela revochi, visto che, visto che cosa parecchio e fin troppo per un ingrato del genere”.

L’appello contro Saviano? Una “pippata” che cade nel vuoto.