Nella distribuzione dei carburanti un cartello sui prezzi non è mai stato trovato, oppure “sono bravissimi a nasconderlo”. E’ quanto emerge dalle indagini svolte dall’Antitrust e dai suoi partner europei, come ha dichiarato lo stesso presidente Giovanni Pitruzzella in un’audizione alla commissione Attività produttive della Camera. Pitruzzella ha lanciato però l’idea di una applicazione o un sito gestito dal ministero dello Sviluppo economico “con lo scopo di dare un’informazione puntuale su quali sono i prezzi in ciascuna area geografica” per facilitare il consumatore nella ricerca del prezzo più conveniente.

Le dichiarazioni dell’Antitrust si scontrano con quanto dichiarato dalla stessa Authority alla fine dell’anno scorso, quando, al termine di una lunga indagine, aveva avvertito che le compagnie petrolifere tradizionali mostrano “una forte similitudine di comportamento” nella definizione dei prezzi, con una variazione che “non supera il 2%”. Il garante per la concorrenza aveva descritto inoltre “un panorama di interazione oligopolistica tra gli operatori integrati”, soprattutto Eni ed Esso, con una “chiara connotazione collusiva, che potrebbe teoricamente costituire l’esito di un coordinamento tra gli operatori verticalmente integrati”.

Pitruzzella, durante l’audizione alla Camera, ha poi affrontato il tema del settore ferroviario, tornando a ribadire la necessità di insediare al più presto l’Autorità dei trasporti. “Solo l’effettiva operatività di un’autorità indipendente potrà garantire l’accesso alla rete a condizioni trasparenti, eque e non discriminatorie”, ha dichiarato, “e dunque un più corretto confronto concorrenziale nei servizi di trasporto passeggeri e merci”. Mentre per quanto riguarda Telecom e la decisione recente di scorporare la rete fissa, Pitruzzella scarica il barile affermando che “perché la separazione della rete sia idonea a conformare positivamente le dinamiche concorrenziali esistenti, appare indispensabile che essa sia accompagnata dalla definizione di un quadro certo di regole che garantiscano un accesso alla rete a parità di condizioni a tutti gli operatori”.

Il numero uno dell’Antitrust ha lanciato infine un avvertimento all’Italia, “caratterizzata ancora da mercati fermi e ingessati a causa non solo delle condotte delle imprese ma anche di discipline regolamentare e normative che ostacolano il pieno sviluppo della concorrenza e contribuiscono a rallentare una piena ripresa dell’economia”. E ha aggiunto: “Oggi il raggiungimento dell’obiettivo di una piena concorrenza dei mercati nel sistema italiano sembra lontano, poiché sono numerose le disposizioni legislative e regolamentari che possono limitare la concorrenza nei mercati e sono molte quelle il cui effetto va oltre quanto necessario per raggiungere gli individuati obiettivi strategici“.