Crescono i malumori nel Movimento 5 Stelle dopo le critiche di Beppe Grillo a Stefano Rodotà. “Oggi, se lo incontrassi per strada (Rodotà, ndr), forse non avrei neanche il coraggio di guardarlo in faccia, per dirgli, profondamente imbarazzato, ‘quelle parole che hai letto su internet ieri non mi appartengono'”, ha scritto il senatore M5S Fabrizio Bocchino su facebook, dissociandosi così dal post con cui il leader dei Cinque Stelle ha attaccato il giurista.

Mentre il deputato Tommaso Currò ha confermato che all’assemblea dei deputati del M5S “ho proposto che venisse discusso l’esito del voto elettorale amministrativo e la connessa sortita di Grillo su Rodotà dal suo blog, ritenendo questi due argomenti meritevoli di un confronto di opinioni”, spiegando che “hanno votato sì a questa proposta una trentina di colleghi su circa 60 presenti” e annunciando di aver proposto un comunicato di solidarietà a Rodotà. Currò, considerato uno dei dissidenti della prima ora, ha ribadito il suo no alle imposizioni, perché “il Movimento è un’opportunità di riscatto, come di speranza per tutti proprio perché è un open source, un laboratorio di democrazia e partecipazione corale”.

Duro anche il commento di Flores d’Arcais. “Il M5S perde perché non ha agito e così rischia l’autismo“, ha scritto il direttore di Micromega in una lunga lettera aperta ai grillini scritta nella veste di elettore del M5S “molto preoccupato dal forte calo di consensi”. Per il giornalista “non si tratta di scegliere tra un isolamento che diventa facilmente autismo politico e una opportunistica alleanza di schieramento con Sel e pezzi di Pd. Si tratta invece di scegliere tra autismo e azione, rivolgendosi a milioni e milioni di cittadini con gesti concreti e non occasionali, con una strategia di cui sarebbe assurdo pretendere che non si debba discutere”. La fuga degli elettori, secondo Flores, dipende quindi dal fatto che “le speranze che i cittadini ripongono in una forza politica vanno alimentate con l’azione, e il M5S, entrato in forze in Parlamento, NON ha agito”.

Il direttore di Micromega consiglia ai parlamentari M5S di fare due mosse: “Dar vita, sull‘ineleggibilità di Berlusconi, a una campagna sistematica in Parlamento e fuori, magari con presenza tv. E lanciare un governo ombra Rodotà in risposta alla nascita del governo Letta. Invece Grillo ha attaccato Rodotà (uscita assurda e altrettanto assurdo il voltafaccia sulla Gabanelli)”. Dire che è colpa degli elettori “non significa quindi nulla”, perché “è sempre colpa degli elettori, si vinca o si perda, visto che sono loro a votare”.

“Qui non si scarica nessuno (tanto meno Rodotà)”, ha rassicurato invece il vicepresidente della Camera in quota M5S alla Camera, Luigi di Maio. “Sarebbe un’offesa allo stesso Rodotà dire che in un qualche momento l’abbiamo caricato. Semplicemente in questo Movimento, quando qualcosa non ci va bene, lo diciamo. Senza buonismi e senza sotterfugi. E le dichiarazioni del prof. al Corriere partono da informazioni non vere”, ha scritto su facebook. “Il linguaggio vivace di Beppe lo conosciamo tutti. Io lo conosco da 7 anni almeno e non mi scandalizzo, è uno che dice sempre quello che pensa. E’ vero, se ci passi qualche ora insieme scopri che così come è sul palco, lo è anche nella vita”.

Mentre il nuovo capogruppo M5S alla Camera Riccardo Nuti ha dichiarato: “Nel Movimento ognuno può esprimere liberamente la sua opinione, ma non può andare contro lo Statuto, la Carta di Firenze e il codice di comportamento. Ognuno può parlare, ma dentro le nostre regole”. Intervistato dal Corriere della Sera, ha poi negato la definizione di dissidenti. “Sono disinformati, non sanno le regole e con i disinformati uno all’inizio ci parla. Una, due, tre volte. Noi in questo siamo quasi masochisti. Poi se non lo capisci, figlio mio, amen. Ci siamo visti. Restiamo amici”. E ha sottolineato infine che Rodotà “rimane una persona valida, con la quale condividiamo tante battaglie. Lo candideremmo ancora al Quirinale. Ci dispiace solo che abbia fatto critiche non avendo un’informazione corretta”.

Intanto il M5S mette la sordina al corso di comunicazione Tv per i parlamentari Cinque Stelle tenuto a Milano alla Casaleggio e Associati. Grillo ha provato, al telefono, a placare i mal di pancia emersi per la convocazione di un gruppetto di parlamentari scelti dall’alto, senza che gli altri ne sapessero nulla. E anche oggi, al termine dell’incontro, i partecipanti hanno minimizzato la portata dell’evento. “E’ stato solo un incontro interno con i parlamentari” afferma uno dei partecipanti che, tuttavia, non vuole rilasciare dichiarazioni.