Marco Travaglio apre il suo editoriale, menzionando alcune parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che qualche giorno fa ha attribuito tutte le colpe della crisi ai governi precedenti. “La solita predica a schema fisso” – afferma il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” – Secondo Squinzi, il governo Letta farà meraviglie anche grazie al presidente Napolitano“. Ma il giornalista osserva che nell’attuale governo spiccano svariate figure appartenenti alle precedenti legislature. “Chi non ha mai colpa è Confindustria” – spiega Travaglio – “Squinzi per essere credibile doveva dire che le tasse gravano solo sugli imprenditori che le pagano. Ma quelli che non le pagano sono troppi”. E nomina svariati imprenditori coinvolti in cause di evasione fiscale: da Agnelli a Berlusconi, da Profumo a Passera fino a Marzotto, Dolce e Gabbana, Riva. “L’unico finito dentro per evasione fiscale è Massimo Ciancimino“, osserva il giornalista, che aggiunge: “Se Squinzi avesse letto la sentenza d’appello che ha ricondannato Berlusconi per frode fiscale sui diritti tv Mediaset, avrebbe capito perchè l’Italia ha crescita sotto zero. Sono i reati e i conflitti di interesse che si mangiano il Paese e impoveriscono gli Italiani”. Travaglio legge un passo della suddetta sentenza del processo, dimostrando come questi reati provochino danni irreparabili all’economia. E sottolinea: “Nel processo a Berlusconi sono rimaste le frodi più recenti per 7,3 milioni di euro, ma in totale con quelle prescritte sono 368 milioni