Botta e risposta vivace tra Peter Gomez e Stefano Fassina sul tema dei finanziamenti privati alle fondazioni politiche. Il direttore del fattoquotidiano.it rivendica, in primis, il rispetto della volontà popolare espressa nel referendum sul finanziamento pubblico ai partiti: “Quel referendum vinse anni fa col 93%. Se venisse ripetuto oggi, raggiungerebbe il 99%”. E invita i politici in studio a regolamentare i finanziamenti privati: “Questi vanno tracciati e chi non li traccia viene sbattuto fuori dalla Camera di appartenenza immediatamente, non alle calende greche. Si dovrebbe porre un limite alle campagne personali” – continua – “una volta era stato messo e tutti lo sforavano. Ora si dovrebbe fare in modo che chi viene beccato, è fuori dalla politica”. Il ministro per le Riforme Quagliariello rassicura che questa legge sul finanziamento pubblico sarà abrogata. Ma il direttore del fattoquotidiano.it pone un altro problema: “Molti esponenti politici hanno messo in piedi delle fondazioni che hanno una caratteristica singolare rispetto alla legge di oggi: gli elenchi dei finanziatori non sono pubblici, nè sono consultabili da nessuno“. Se il conduttore Bruno Vespa conferma, diversa è l’opinione di Stefano Fassina che insorge: “Gomez, non mi risulta che siano segreti i contributori”. Il giornalista controbatte, citando anche la fondazione Italianieuropei: “Gli elenchi dei finanziatori sono segreti, ho fatto un’inchiesta. Non li conosce neanche il prefetto“. L’esponente del Pd insiste: “Non mi risulta che siano segreti i finanziatori delle fondazioni, perchè le fondazioni che hanno il riferimento degli esponenti politici non hanno uno statuto giuridico particolare. Sono fondazioni come tutte le altre”. “Fassina, non chiedo il giurì d’onore” – ribatte Gomez – “ma come cronista le dico che si sbaglia, sono state pubblicate decine di articoli che denunciavano questo scandalo. Pochissime fondazioni hanno l’elenco pubblico dei finanziatori, il 95 % non ce l’ha