Abusivopoli è conficcata nel ventre della provincia di Caserta, a 18 chilometri dal capoluogo, in un comune che ha visto crescere la popolazione di oltre 10mila abitanti in venti anni, fino a sfiorare i 25mila residenti. Orta di Atella è un grumo di cemento. Case, case e ancora case. Il frutto di un modello di sviluppo fondato sul calcestruzzo. E sull’illegalità, secondo le indagini dei carabinieri di Aversa e del comando provinciale di Caserta, culminate nel sequestro di otto fabbricati per un totale di 1444 unità immobiliari, suddivisi in appartamenti, box e negozi, realizzati grazie a permessi illegittimi e a semplici delibere di giunta relative a varianti al Prg mai approvate dalla Provincia. Il valore del maxi sequestro è stato stimato in 75 milioni di euro.

Le foto degli immobili sequestrati ritraggono per lo più palazzine piazzate nel mezzo del nulla, senza servizi, senza collegamenti, ma pericolosamente vicine ai tralicci dell’alta tensione. La Procura ha indagato 29 persone per ipotesi di reato che vanno dal concorso in abuso d’ufficio alla lottizzazione abusiva. Si tratta di funzionari e dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e imprenditori edili del casertano e del napoletano. Alcuni in odore di camorra. L’inchiesta è curata dal pm di Santa Maria Capua Vetere Patrizia Dongiacomo e del procuratore aggiunto Luigi Gay. Non ci sono politici indagati.

Ma non si arriva a tanto senza il complice nulla osta di chi amministra un paese. Si chiama, per l’appunto, ‘responsabilità politica’. Che è diversa da quella penale, sulla quale stanno indagando magistrati e forze dell’ordine. Perché quella del caos urbanistico di Orta d’Atella è una storia che inizia da lontano. Dal 1991, quando l’attuale primo cittadino Angelo Brancaccio viene eletto sindaco per la prima volta con il dato sovietico del 92% dei consensi. Sull’onda di un programma decisionista e pragmatico. Che pone l’edilizia al primo posto. Al primissimo. Il cemento di Orta d’Atella e la carriera politica di Brancaccio lievitano di pari passo, poi il brusco stop per il politico locale, arrestato nel 2007 da consigliere regionale Ds in carica per una brutta storia di speculazioni edilizie (tema ricorrente), il processo è ancora in corso. Nessun collegamento diretto con i sequestri di ieri: il periodo di riferimento delle ultime indagini va dal 2008 al 2012. I nuovi provvedimenti seguono i sequestri effettuati nel 2012 che hanno riguardato 300 appartamenti, per un valore di 45 milioni di euro.

Dati e cifre che lasciano spazio a una considerazione: comunque vadano a finire le inchieste e i processi, si è costruito troppo e senza andare per il sottile. Edilizia a basso costo. Gli appartamenti finiti nel mirino della Procura sono stati venduti a prezzi stracciati: 100euro euro a botta, circa 1000 euro a metro quadrato. Non è un caso che secondo le statistiche Istat, Orta d’Atella sia uno dei comuni con l’età media più giovane d’Italia: 32 anni per residente. Qui infatti sono arrivate le giovani coppie del napoletano che non potevano permettersi di comprare nei loro luoghi di provenienza. Ora rischiano di perdere l’abitazione. “Ci dispiace per chi ha acquistato in buona fede – ha detto il pm Guy – ma non potevamo restare fermi di fronte a tanta illegalità”. Ora la politica proverà a metterci una pezza approvando nei prossimi giorni il Puc (piano urbanistico comunale). Ma ci vorranno mesi per il varo. E servirà, forse, a salvare la legalità formale. Ma il cemento selvaggio ormai è già dilagato.