Ieri sera Paolo Becchi, civettando con Vittorio Feltri in tv, ha cercato di spiegarci che tutti i problemi del MoVimento, scoppiati alle ultime elezioni amministrative, stanno nella sua, dell’M5S, giovane età: son ragazzi, si faranno… Siccome nonostante tutto gli sono amico, volevo segnalargli che fra le Politiche, dove l’M5S ha preso il venticinque per cento, e le Amministrative, dove si è dimezzato, la differenza non sta nell’età dei candidati, che è più o meno la stessa. La differenza sta nel fatto che, mentre alle Politiche c’è il Porcellum e i pirla puoi anche candidarli di nascosto, salvo poi ritrovarteli in Parlamento, alle Amministrative no, la loro pirlaggine emerge subito, e così finisce che la gente non ti vota.

Le minimizzazioni di Becchi, d’altra parte, sono nulla rispetto alle macro giustificazioni del Capo in persona, il Subcomandante Grillo. È vero, Beppe non ha detto che è stata colpa degli italiani, come scrivono oggi i giornali: ma ha detto, se possibile, qualcosa di molto peggio. Ha detto che ci sono due Italie: un’Italia dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, che si sente minacciata nei propri privilegi (la pensione e lo stipendio!) e allora vota gli altri partiti; un’Italia dei precari e dei lavoratori autonomi, che invece voterebbe il MoVimento. Ora, a parte che Becchi e io apparteniamo alla prima Italia, ma questi sono problemi di Becchi, mi domando: ma allora, perché il M5S non prende il cinquanta per cento? E soprattutto: come diavolo pensa di arrivare al cento per cento, sterminando metà degli italiani?

Ma qui riemerge, mi spiace dirlo, il problema della pirlaggine: la vera ragione per cui il MoVimento candida tanti mediocri, e perde le Amministrative. La vera ragione è che per fare la Rivoluzione, come Beppe pretende, bisogna essere i migliori; bisogna avere dei capi credibili, con un minimo di cultura; bisogna che questi si scelgano dei collaboratori bravi, capaci anche di dirgli dei no, e non dei cloni o dei servi sciocchi.

Ma soprattutto bisogna capire come funziona la democrazia: che non è quella roba lì, ognuno conta per uno e Grillo per tutti. La democrazia ha a che fare con i valori e i sogni delle persone, non solo con i loro interessi. Se fosse solo per i nostri interessi, non ci sarebbe neppure passato per la testa, ad altri e a me, di spaccare Pd e Cinquestelle per mettere insieme il meglio di entrambi: i più onesti, i più bravi, soprattutto i più liberi. Grillo, invece, mi ricorda quella vignetta di Snoopy che diceva: una volta, quand’ero cucciolo, ho saltato la staccionata del canile, ma ero ancora sul pianeta Terra. Beppe, ormai hai una certa età, ripassa sotto la staccionata e torna sul nostro pianeta.