Ho un ricordo di Franca Rame che voglio condividere. Da quando ero ragazzina la conoscevo per il suo impegno politico e femminista, ma anche per la sua vita di artista ed  i suoi lavori teatrali. Ebbi occasione con gli anni, di conoscere anche  la sua generosità e sua la passione civile. Nel primo centro antiviolenza dove ho operato, a Ravenna, non abbiamo ricevuto finanziamenti per diversi anni. Si teneva aperta la sede con tanta autotassazione e altrettanta  inventiva. Ci venne l’idea di far dipingere delle uova di legno da pittori e artisti e di venderle dopo averle esposte in  mostra, nel centro storico della città. La manifestazione Uova D’Arte (così l’avevamo chiamata) si faceva in occasione della Pasqua. Avevamo scelto l’uovo perché è un oggetto legato alla femminilità ma anche simbolo di rinascita e dell’anima. Cominciammo nel 1993, in principio facevamo dipingere poche uova ma dopo qualche anno  erano almeno un centinaio i pittori e le pittrici che partecipavano. Le uova non venivano vendute tutte subito, ci si metteva del tempo, talvolta qualche mese perché fossero acquistate tutte. Tra gli artisti coinvolti ci furono anche Tonino Guerra e Dario Fo.

Nel 1997 ci venne l’idea di fare un’asta invece della mostra, e di invitare Franca Rame per sensibilizzare il pubblico sul problema della violenza contro le donne. Accettò subito senza chiedere nulla. Andammo a prenderla a Cesenatico e una volta arrivata nella sala convegni dove avevamo organizzato l’asta, non si limitò a parlare del problema della violenza contro le donne; quando venne il momento si improvvisò battitrice. Fu la più divertente e allegra iniziativa per la vendita di quelle uova. Ogni battitura un acquirente. Furono vendute tutte. Franca Rame non dava tregua a nessuno tra il pubblico e con battute, ironia e  moniti semiseri fece esaurire tutte le uova. Il ricavato fu superiore alle più rosee aspettative. Per il centro antiviolenza fu un grande respiro di sollievo riuscire a coprire le spese vive per almeno un anno.

Oggi dopo aver saputo con amarezza della sua scomparsa, sono andata a leggere nuovamente, il suo ultimo post Lettera D’Amore a Dario, mi sono soffermata sul punto in cui scriveva del giorno del suo ultimo saluto, e  di un sorriso mentre immaginava donne, tante, tutte quelle che aveva aiutato, vestite di rosso a cantarle “Bella Ciao“. Voglio esserci anche io, per dirle: ciao, e grazie, ancora grazie, di  tutto!

di Nadia Somma