Ormai anche le morti di personaggi più o meno famosi e più o meno discussi diventano motivo di reprimende politiche verso quel tal partito o verso quella tale formazione politica. Non fa eccezione la morte di don Gallo, tratteggiato, in un battibaleno, come nuova icona santa e anche un poco pop, per le cose che diceva e, giustamente, per le cose che viveva.

Ho sempre temuto chi sopravvive al morto perché la retorica e le follie concettuali la fanno da padrone. E quindi anche questa morte va bene per tratteggiare quella che dovrebbe essere la sinistra vera da contrapporre a quella falsa (Pd) a partire dal decesso dell’altro santo laico, Enrico Berlinguer.

Vorrei, per amore di memoria ed anche di polemica, ricordare che se esiste una linea di continuità tra il Pci di allora ed il Pd di adesso, tale linea investe proprio il totale disinteresse per quella umanità dolente che, al contrario, era al centro del mondo di Don Gallo.

Dirò di più: Berlinguer, convinto marxista, per formazione e cultura proprio non li vedeva i tossici, le puttane, i galeotti, i froci, quell’insieme di personaggi che, bontà loro, avevano il torto di non rientrare nel novero della classe eletta: quella proletaria. E quando questa umanità trovò casa, oltre che nella canonica del prete genovese, anche nei gruppi e organizzazioni a sinistra del Pci, l’atteggiamento del partito, moralista ed austero, non fece che aumentarne il disprezzo.

La vulgata che la sinistra comunista coincide con una partecipata compassione per gli ultimi della terra è una solenne bufala quanto meno nel nostro bel paese. Se hanno trovato, in passato, ascolto questo è successo solo nelle sparute frange di un certo socialismo libertario e di quel partito radicale che da sempre ha introdotto nel dibattito politico il tema dei reietti della società. E per questo ne è sempre stato deriso.

Berlinguer, forse, ha altri meriti. Ma non attribuiamo una valenza simbolica e salvifica alla sua politica che vada ben oltre le capacità di quel leader e di quel partito di intercettare i mutamenti di un mondo e le voci che si elevano. In questa sordità nei confronti di ciò che una volta si definiva “lumpen proletariat”, si trova l’ideale prosecuzione della azione politica del Pd rispetto al Pci. Forse sarà l’unica ma questa è cosa certa.

L’umanità dolente troverà altri preti, laici, menestrelli o poeti in grado di raccontarla. Perché anche oggi in Parlamento, nessuno è interessato a rappresentarla. Siano partiti o movimenti, siano di destra o di sinistra.