Di Ignazio Marino non ci si può fidare, non mantiene la parola data. Personalmente sarei in grossa difficoltà a votarlo“. Sono le parole di Antonio Di Pietro, ospite de “L’aria che tira”, su La7. “Abbiamo raccolto le firme” – continua – “per partecipare alle elezioni fino alla sera prima. Come hanno fatto a presentare le liste ventiquattro ore dopo, dopo cancellando i nostri nomi? Su questo forse è meglio che indaghi la magistratura“. E’ un fiume in piena il leader dell’Idv, che si definisce “peggio di una moglie tradita”. “Meno male che non voto a Roma” – si sfoga – “Il problema è di mia figlia Anna che vota nella Capitale. Con Marino, prima delle elezioni, abbiamo fatto un accordo per costruire insieme la coalizone ‘Bene comune’. L’Idv ha investito tempi, denaro, persone per fare le primarie in cui poi ha vinto Marino. Abbiamo raccolto” – continua – “le firme per presentarci nella coalizione insieme. Abbiamo trovato quasi 400 candidati e con Marino abbiamo fatto un comunicato comune”. Ma poi il colpo di scena. “La sera prima delle elezioni ci arriva un comunicato: ‘Non ti diamo l’apparentamento’” – accusa Di Pietro – “Di una persona che è così tronfia e sicura di vincere e che non mantiene la parola data, io cittadino di Roma mi dovrei fidare? Non mi fido”. E aggiunge, citando Sciascia: “Un uomo che non mantiene la parola, non è un uomo. Marino sarà bravo come chirurgo, ma sta tagliando col coltello il rispetto della persona umana“. Di Pietro infine ha un confronto con Giancarlo Galan e difende accoratamente il Movimento 5 Stelle