“Io non ho votato per il sindaco di Roma per la prima volta in tanti anni. Perchè? Per noia, per pigrizia, perchè i miei cani erano nervosi, stamattina ho dovuto portarli subito qui, insomma vari problemi privati”. E’ la giustificazione ironica che Giuliano Ferrara dà della propria astensione alle amministrative romane, durante lo speciale del Tg3 dedicato alle elezioni comunali della Capitale. Il direttore de “Il Foglio” gongola più volte per i risultati non buoni raggiunti da Marcello De Vito, candidato del Movimento 5 Stelle: “Grillo si fa la permanente, ha restituito tutti i soldi” – afferma Ferrara – “fa le vacanze in Kenia, è un grande attore comico, insulta tutti e arriva sempre terzo. E’ un po’ come Tony Servillo a Cannes”. Tra problemi di collegamento audio e vari  siparietti comici, l’Elefantino ammette però che al ballottaggio voterà Alemanno: “Ha coperto alcune buche”. Pronta la replica di Antonio Padellaro, direttore de “Il Fatto Quotidiano”: “A me non risulta, magari mi dici in quali vie di Roma le ha coperte”. Ferrara poi dà una personale descrizione del candidato di centrosinistra, Ignazio Marino: “Lui è quello del polo di sinistra del ‘Rodotà-tà-tà’. E’ un opportunista, s’è buttato a sinistra e secondo me non è nè della Roma, nè della Lazio”. E sempre riguardo al M5S, aggiunge: “Mi auguro che nasca Alba Dorata in Italia. Qui lodano tutti Vito Crimi e Beppe Grillo, ma intanto la Grecia sta andando benone”. Sull’astensione massiccia degli elettori romani, invece, dichiara: “Non mi fate sempre questa domanda un po’ fessa. Ai romani non frega niente dell’elezione del sindaco. Prima di lui” – continua – “c’hanno nell’ordine: il Papa, il Presidente della Repubblica, , il segretario di Stato, il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, il parroco”