Se i contatti tra Pippo Civati, voce critica numero uno del Pd e certe parti del Movimento 5 stelle sono davvero in programma, quelle andate in scena domenica pomeriggio a Gattatico ne sono la prove generali. Il deputato lombardo infatti, ospite tra gli altri della Festa dei Comuni virtuosi tenutasi al circolo Fuori orario, ha pubblicamente aperto le braccia ai parlamentari eletti nelle liste di Beppe Grillo. ‘‘Si può parlare coi parlamentari del Pdl ma non con gli altri, questo è il problema’’, si sfoga Civati davanti a 200 persone giunte per seguire i dibattiti del festival. ‘‘Le larghe intese vanno bene solo con Silvio Berlusconi? Ricordiamoci poi che oltre al M5s c’è anche Sinistra ecologia e libertà, che abbiamo scaricato la sera stessa che abbiamo scaricato Romano Prodi e Pierluigi Bersani’’. Se questo non è il bozzetto di un quadro di alleanze, poco ci manca.

Il Civati arrivato nel paesino in provincia di Reggio Emilia è un fiume in piena. Incalzato sul suo futuro nel Pd da Giulia Innocenzi, la giornalista di Servizio Pubblico ospite del dibattito, il parlamentare che non ha votato la fiducia al governo di Enrico Letta la sua idea non la manda a dire: ‘‘Nel Pd c’è chi lo dice chiaramente: il problema sono io. Una frase della serie ‘Quando è che ti levi di torno, che è meglio?’’’. Eppure per ora il desiderio di costruire un nuovo Partito democratico dall’interno sembra più forte di quello di rompere tutto e di andarsene: ‘‘Sui temi ambientali per esempio – spiega Civati citando il tema cardine del dibattito in cui è ospite – in parlamento c’è una maggioranza che non è stata mai così ampia in tutta la storia repubblicana. Con Sel, Movimento 5 stelle e parte del Pd si possono cercare convergenze su questi temi: non c’è solo il governo. Ci sono le commissioni, c’è l’aula parlamentare’’. Del resto parlare di ambiente con gli attuali alleati di governo sarebbe pericoloso: ‘‘Fare alleanze con il Pdl su modello di sviluppo, sull’ambiente, sull’urbanistica è vertiginoso, è una alleanza che non si può fare’’.

L’altro ospite di punta del dibattito è stato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Di fronte alle domande sull’inceneritore, il primo cittadino si è difeso: ‘‘Anche sulla base di un nostro parere negativo la Provincia di Parma (a guida Pd, ndr) è uscita con quel provvedimento, che ha bloccato la partenza dell’impianto. Ma noi lo avevamo sempre detto: è solo la Provincia che può bloccare o meno il via agli impianti. La nostra battaglia continua nella misura in cui si controlla come sono state portate avanti le opere all’interno dell’impianto’’. Poi Pizzarotti lamenta anche quella che lui chiama disinformazione: ‘‘In questi giorni c’è perfino chi mi ha detto che era arrabbiato perché andavo a inaugurare l’inceneritore’’.

Proprio sui media, che per Pizzarotti fanno in alcuni casi del gossip invece di entrare nel merito dei problemi, Giulia Innocenzi ha ricordato al primo cittadino che lo stesso ragionamento lo faceva il Cavaliere: ‘‘Sindaco, quando ha detto che il New York Times si era basato sui giornali italiani per supportare le critiche al fatto che l’inceneritore stava per partire comunque a un anno dalla sua elezione, mi è venuto in mente Berlusconi quando diceva che i media internazionali lo attaccavano perché leggevano i quotidiani italiani’’.

La Festa dei Comuni virtuosi è stata un’occasione per parlare di buona e cattiva politica all’interno. Tanti gli ospiti chiamati a discutere sui temi di ambiente e partecipazione. “Il colore del futuro è verde” il titolo del dibattito conclusivo, dedicato al futuro delle politiche ambientali nel nostro Paese, che ha visto tra i presenti oltre a Civati, Pizzarotti, Giulia Innocenzi anche il consigliere regionale della Puglia Sergio Blasi, imprenditori come l’amministratore di Velux Italia Massimo Buccilli, Giuliano Poletti di Legacoop. Era presente anche il metereologo Luca Lombroso, che, presentando il suo libro Apocalypse now? ha parlato di cambiamenti climatici e del loro rapporto con l’economia: ‘‘Alla radice di questi problemi ambientali c’è solo una cosa, come dice Evo Morales e come diceva Ugo Chavez: il capitalismo’’.