La Commissione Ue proporrà ai 27 Paesi membri di chiudere la procedura di deficit eccessivo per l’Italia, raccomandando di andare avanti sulla strada del risanamento dei conti pubblici. E’ quanto emerge dalla bozza del documento che dovrebbe essere approvato mercoledì prossimo dalla Commissione europea.

Se sarà confermata la decisione di Bruxelles, benché attesa, sarà una boccata di ossigeno per il Paese. La chiusura della procedura d’infrazione, come ha spiegato il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, aprirà la possibilità di allentamento di vincoli come il patto di stabilità interno, liberando fondi per 12 miliardi che daranno stimolo a investimenti produttivi. E aiuterà a ridurre lo spread, con effetti positivi sul sistema bancario, dando un segnale positivo anche alle agenzie di rating. La decisione di Bruxelles permetterà al governo di avviare trattative con l’Ue per ampliare i margini di manovra, con l’esecutivo che punta a investire i fondi che saranno sbloccati nelle infrastrutture e nel piano sul lavoro su cui sta lavorando il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, proprio questa mattina ha dichiarato a SkyTg24 che il governo attuale “avrà margini un po’ più ampi di manovra rispetto a quello precedente, adesso che si chiude il processo di infrazione”, sottolineando che “avremo la possibilità di accedere di più al credito, perché i soldi sono quelli”. Mentre fonti governative rivelano che l’esecutivo, se le risorse necessarie per far fronte a tutti i provvedimenti annunciati non rientrassero nei paletti europei, riesaminerà le priorità a cui destinare i fondi.

La procedura per deficit eccessivo è stata avviata nell’ottobre del 2009, quando il rapporto disavanzo/Pil era al 5,3%. Per il 2012, secondo le previsioni di primavera pubblicate all’inizio del mese, l’esecutivo Ue stima un rapporto deficit/Pil del 3%, mentre per il 2013 del 2,9%. Il 29 la Commissione pubblicherà anche le raccomandazioni speficiche per Paese, basate su una valutazione dettagliata della situazione economica, di bilancio e occupazionale in ciascuno Stato membro e su programmi di riforme e stabilità presentati. Laddove lo ritenga necessario, la Commissione raccomanderà ulteriori misure strutturali, di bilancio ed a sostegno della crescita da adottare nei 12 mesi successivi. Secondo la normativa europea, la procedura per deficit eccessivo – che si avvia nel caso di un superamento del rapporto deficit/pil del 3% – viene abrogata quando il disavanzo eccessivo viene corretto “in maniera duratura e sostenibile”.

Una volta fuori dalla procedura e rientrati nel cosiddetto “braccio preventivo” del patto di stabilità e crescita, viene concesso al Paese uno spazio di manovra negli obiettivi di bilancio, in particolare per quanto riguarda gli investimenti pubblici produttivi, con progetti cofinanziati dall’Ue, che potrebbero essere scomputati dal calcolo del disavanzo. A questo potrebbe aggiungersi la possibilità di far lievitare dello 0,5% il deficit previsto dal governo per il 2014, pari all’1,8% del Pil, quantificato in 7-10 miliardi di euro. Infine, si sottolinea a Bruxelles, l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo è “un chiaro segnale ai mercati che le finanze pubbliche di un Paese sono solide e sostenibile”, con un effetto di ulteriore riduzione degli interessi sul debito.