Il Pdl ha l’obiettivo di blindare la Rai nel caso si andasse al voto anticipato. L’indipendenza del duo Tarantola-Gubitosi non è gradita a Berlusconi, per questo ha deciso di mettere in Commissione di Vigilanza pezzi da novanta: Bonaiuti, Minzolini, Brunetta, Gelmini, Lainati, Gasparri, compreso l’ex presidente del Senato Schifani. Un parterre di cani da guardia di razza. Gasparri, nell’intervista a Carlo Tecce, è stato molto esplicito: “Non possiamo tollerare errori e sprechi”. Dimenticando che se oggi la Rai ha un debito di 370 milioni di euro la responsabilità è principalmente di direttori nominati dal centrodestra, incapaci di governare un’azienda (qualsiasi non solo la Rai), colpevoli del degrado qualitativo dei programmi e del conseguente calo d’ascolto (Tg1 e Rai2).

Minzolini è l’esempio tipico. Il senatore non andava sostituito per la nota vicenda della carta di credito ma per il disastro degli ascolti (sotto la sua direzione il Tg1 ha perso tra gli 8-10 punti di share), con ripercussioni drammatiche sulla vendita pubblicitaria. Poteva il dg Mauro Masi sostituire il caro Minzo, amico di Berlusconi? Sempre a proposito dell’ennesimo assalto alla Rai, il Pdl fa sbarcare su Rai 2 Nicola Porro (il meno dotato della coppia che conduce su La7 In Onda), il terzo componente, prendendo il detto in prestito dal grande Brera, degli angeli dalla faccia sporca (Sallusti, Belpietro, Porro) che all’epoca di Santoro in Rai venivano usati per controbilanciare Travaglio.

Porro tra i tre è quello più presentabile (ha tratti somatici normali, piace alle mamme e alle nonne), che poi sappia fare la tv è relativo, in Rai si è visto anche peggio. Porro debutterà il 3 luglio con un talk dal titolo inquietante: Virus. Perché non portare in prima serata L’ultima parola di Paragone (il programma più visto della seconda serata di Rai2), e che nella prova di prime time aveva realizzato un onorevole 8% di share. Paragone non è un cane fedele, troppo vicino al movimento di Grillo. Mentre le truppe cammellate del Cavaliere si stanno organizzando, la Rai sta per rinunciare a due maestri della tv: Giovanni Minoli e Carlo Freccero.

È vero che il mondo ha fatto a meno di Leonardo Da Vinci e di Galileo, pensando alla tv di Minoli (i programmi di Renzo Arbore, Blitz di Gianni Minà, MixerFormat, scopritore di talenti come Milena Gabanelli) e alla straordinaria Rai2 di Freccero (a cui affiderei immediatamente la direzione dei palinsesti), prima di rottamarli e di regalarli alla concorrenza ci penserei due volte.

Il Fatto Quotidiano, 24 Maggio 2013