Il luogo d’incontro dei due grandi protagonisti della cricca, di per sé evoca brutti ricordi: Il pasticciaccio in via Merulana a Roma. Un bar a pochi metri dal palazzo che ha ispirato il romanzo capolavoro di Carlo Emilio Gadda. Sono da poco passate le 8 di sabato 20 aprile, in un tavolino nel retro del bistrot, si incontrano Angelo Balducci e Diego Anemone. L’ex potente provveditore alle Opere pubbliche, e l’imprenditore che era riuscito ad accaparrarsi i lavori più importanti per i Grandi Eventi, parlano fitti fitti. “Ma poi tu mi aiuterai?” dice Balducci quasi prostrato verso l’amico di sempre. Anemone chiede di uscire per fumarsi una sigaretta. Una telecamera de ilfattoquotidiano.it li immortala. Tranne che in vecchie foto del Ros dei Carabinieri, mai nessuno li ha ripresi assieme. Di lì a pochi giorni, i magistrati romani chiederanno il rinvio a giudizio per i due e altre 14 persone coinvolte a vario titolo nel-l’inchiesta relativa ad irregolarità negli appalti per la realizzazione dei cosiddetti Grandi eventi. Ma che fine hanno fatto i protagonisti della cricca? Il potente ex costruttore romano, Diego Anemone, sembra non svolgere nessuna attività lavorativa. L’imprenditore edile, finito in una miriade di processi – ma per ora senza condanne – è indagato nell’ambito dell’inchiesta su uno scambio di favori e corruzioni tra imprenditori e pubblici ufficiali per l’assegnazione degli appalti per i Grandi Eventi. Balducci, non è solo chiamato a rispondere dai magistrati romani, assieme ad Anemone, di associazione per delinquere. Il 17 maggio scorso infatti la Procura di Roma ha sequestrato beni per 12 milioni di euro ad Angelo Balducci. Tra questi ci sono anche le quote della società Edelweiss, quella che produceva i film interpretati da uno dei suoi figli, Lorenzo. Condannato già dal tribunale di Roma per la vicenda dell’appalto della caserma Marescialli di Firenze a tre anni e 8 mesi di reclusione, oggi ha una pensione da grosso dirigente pubblico  di David Perluigi, montaggio video Samuele Orini