Per il momento la corsa alla poltrona del sindaco di Roma, che culminerà nelle votazioni di domenica 26 maggio e lunedì 27, verrà ricordata per le dimensioni record della scheda elettorale: una sorta di lenzuolo lunga un metro e 16 centimetri, in grado di accogliere i 19 candidati sindaci e le 40 liste collegate. L’esito delle elezioni resta, invece, molto incerto e fino all’ultimo se la possono giocare i quattro candidati più accrediti. Si tratta di Gianni Alemanno, il sindaco uscente del centrodestra che abilmente ha superato tutti i disastri del suo quinquennio al Campidoglio (dalla Parentopoli alla nave, passando per sicurezza e mobilità); Ignazio Marino, il candidato del Pd vincitore ad aprile delle primarie del centrosinistra con non poche polemiche tra gli stessi dirigenti di via del Nazareno, che non hanno esitato a remargli contro alle prese con beghe interne di corrente; Marcello De Vito lanciato dalle web-primarie del Movimento 5 Stelle con appena 533 voti; Alfio Marchini, il costruttore “calce e martello” sostenuto da due liste civiche che, dopo essersi smarcato dall’ombra di possibili relazioni con la finanza italiana che conta, ha guadagnato sul campo numerosi punti.

Perché, alla fin fine, tra polemiche, dibattiti, endorsement lanciati e rispediti al mittente (è eloquente quello del leader dell’Udc Casini verso Marchini che non ha esitato a ritwittare freddamente: “Pierferdinando è il colpo di grazia”) e l’immancabile pioggia di manifesti abusivi che ricoperto le strade della città, questa campagna elettorale si concluderà al fotofinish. Spulciando i sondaggi ‘clandestini’ pubblicati da Nota Politica la fotografia scattata mostra un “Gran Prix del Campidoglio” al cardiopalma, con un più che probabile ballottaggio che si terrà il 9 e del 10 giugno, visto che nessuno sembra in grado di superare lo sbarramento del 50% al primo turno. Tutti e quattro i cavalli (leggasi i candidati sindaco al Comune di Roma) – dicono i sondaggi – sono sopra i 15 secondi con i due favoriti, “Fan Marìn” (ovvero Ignazio Marino) e “Allez Homme” (vale a dire Gianni Alemanno), appaiati intorno ai 33 secondi.

Così, a meno di 48 ore dalle votazioni, i candidati alla poltrona del Campidoglio hanno un ultimo asso nella manica per convincere tutti i romani ancora indecisi: le festa di chiusura delle loro campagne elettorali in corso da questo pomeriggio fino a tarda sera. Si va dai classici comizi ai palchi pieni di comici e cantanti, mentre la città è alle prese con un complicato sciopero dei mezzi pubblici. In particolare, Gianni Alemanno riuscirà (forse) a far dimenticare la sua ultima performance televisiva al Tg3 (ha abbandonato lo studio perché incalzato sui dati sulla criminalità) con il supporto dei più importanti esponenti del centrodestra. L’appuntamento è dalle ore 17 al Colosseo, dove si riunirà il gotha del Pdl per applaudire Silvio Berlusconi che già negli scorsi giorni ha invitato gli elettori a votare per il sindaco uscente perché “Roma non può permettersi di avere al Campidoglio un non romano, un turista politico, un improvvisatore incompetente”. Peccato che Alemanno sia barese.

Dal centro ci si sposta alla storica Piazza San Giovanni tornata nelle mani del Pd, dopo che a febbraio aveva accolto il popolo del M5s alla fine dello Tsunami Tour di Beppe Grillo. A partire dalle 17.30 saliranno sul palco Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio, e il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Ma l’ex sindacalista non si incontrerà con Ignazio Marino perché – ha spiegato il Partito democratico – “si vuole marcare la differenza con le piazze di Alemanno e De Vito”. Le malelingue dicono che l’ormai ex senatore (proprio l’altro ieri Palazzo Madama ha appena accettato le sue dimissioni) se lo può solo sognare lo spirito unitario degli avversari di destra. A rallegrare gli animi e le molteplice anime del Pd saranno Dario Vergassola, Giulio Scarpati, Stefania Sandrelli, Leo Gullotta, Giobbe Covatta, Max Bruno, Alessandro Gassman, Max Paiella, ma anche Silvia Salemi, Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, i Velvet, Stefano Di Battista e Danilo Rea, Nicola Piovani, Grazia Di Michele e er Piotta.

Il Movimento 5 Stelle si gioca tutto a Piazza del Popolo. La scommessa di riuscire a riempirla, come accadde per San Giovanni, è ardua. Nel movimento sono tanti gli scontenti, soprattutto tra gli eletti, alcuni dei quali vorrebbero avvicinarsi al Pd. Beppe Grillo arriverà alle ore 21 e prima di lui ci saranno Marcello De Vito e tutti i candidati al consiglio comunale. Non sarà difficile per il candidato sindaco intrattenere il pubblico: in queste ultime settimane l’avvocato 38enne, attivista nel IV Municipio, ha partecipato a tutti i talk show che l’etere consente, senza preoccuparsi troppo del diktat grillino. Il suo cavallo di battaglia resta la trasparenza dei bilanci del Comune alle prese con un buco milionario e la stipula di numerosi contratti derivati. Durante l’evento sarà ricordato don Gallo. Certamente De Vito spiegherà al suo elettorato perché ha declinato la proposta arrivata questa mattina da Alfio Marchini che lo ha proposto come vicesindaco nel caso vincesse le elezioni. Il candidato del M5s a caldo ha risposto: “Non lo sapevo e non me l’aspettavo. Lo ringrazio personalmente ma per noi non è possibile. Andiamo avanti per la nostra strada, non facciamo accordi con nessuno, sicuri che i nostri voti aumenteranno”.

Ripresosi da questo ‘no’, Marchini si rifarà nel suo comizio finale con il supporto di Antonello Venditti e del comico Maurizio Battista che lo accompagneranno a Parco Schuster, vicino San Paolo dalle 18.30. La campagna elettorale del costruttore romano è stata caratterizzata dalla sua freschezza politica e dai suoi ‘cuori’ che sono comparsi un po’ ovunque lungo le vie della Capitale e sulle fiancate dei taxi romani, visto il buon rapporto con il loro leader, Loreno Bittarelli. Nelle scorse settimane Marchini ha superato la polemica con Marino che lo accusava di essersi accordato con Alemanno, le critiche di quanti lo hanno accusato di fare gli interessi dei costruttori e soprattutto ha retto il confronto con “Arfio”, il suo alter ego su Twitter che invertendo tutte le regole della comunicazione politica ha raggiunto gli stessi followers di Alfio. Semplice quanto geniale la sua idea di endorsment al M5s: “Se vinco, grillino vice. Perché er grillo der marchese sempre zompa e chi zompa allegramente bene campa”.

E perché la corsa al Campidoglio non è solo affare di Alemanno, Marino, De Vito e Marchini va anche ricordato che tra gli altri 15 candidati-correnti alle prese con la chiusura dei comizi ci sono Alessandro Bianchi (Progetto Roma) dalle ore 18.30 a piazza Campo de Fiori, Militia Christi dalle ore 18 a Santa Maria Maggiore, Casapound Italia dalle ore 17 in piazza Cola di Rienzo e Sandro Medici (Rifondazione Comunista, partito dei Comunisti Italiani, Repubblica Romana e Partito Pirata) dalle 16 in Piazza Santa Maria in Trastevere.