Intervista di Sandro Ruotolo a Santino Di Matteo, il pentito della mafia che partecipò alla riunione che precedette l’omicidio di Giovanni Falcone e prese parte alle prove di velocità con l’auto. L’uomo non partecipò attivamente alla strage di Capaci, ma apprese tutti i dettagli da Giovanni Brusca. Il pentito rivela che ha deciso di collaborare coi magistrati, dopo il suicidio di Antonino Gioe. Successivamente suo figlio quindicenne fu rapito quando mafiosi del calibro di Brusca e Bagarella appresero della sua collaborazione con la giustizia. Il resto è storia: il ragazzo, Giuseppe, dopo 779 giorni di sequestro fu sciolto in una vasca di acido nitrico

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