La cosca Tripodi di Vibo Valentia aveva messo le mani sulla Capitale e su Milano. Era entrata in contatto con gli ambienti influenti della politica, degli affari e del cinema: coinvolto nell’indagine – come vedremo – anche Giulio Violati, marito di Maria Grazia Cucinotta, imprenditore del settore cinematografico. E poi bar, aziende edili e di demolizione, appartamenti e terreni. Il grande salto, però, era stato tentato a Roma – come anticipato dal Fatto Quotidiano a ottobre – durante le elezioni regionali del 2010, quando gli uomini legati alla cosca partecipano alla cena elettorale del candidato Udc Raffaele d’Ambrosio e, secondo l’accusa, agganciano anche l’ex consigliere Idv Vincenzo Maruccio. “Al fine di procurare voti (…) a candidati compiacenti che si sono presentati alle elezioni del 2010, per il rinnovo del Consiglio Regionale del Lazio, regione in cui l’associazione intendeva espandere la propria attività imprenditoriale”. Le indagini della dda di Catanzaro – condotte dal procuratore Francesco Borrelli e dai pm Pierpaolo Bruni e Simona Rossi – hanno portato a 24 arresti e sequestri di beni tra Lazio, Veneto e Lombardia.

I casi Maruccio e d’Ambrosio

“Nel corso delle investigazioni – si legge negli atti – è emerso come Vincenzo Maruccio (Idv, ex assessore regionale ai lavori pubblici del Lazio con la Giunta Marrazzo e consigliere di minoranza con la Giunta Polverini, ndr) abbia ottenuto, grazie all’aiuto di Francesco Comerci, voti per la candidatura alle consultazioni elettorali regionali del Lazio del 2010, in cambio della promessa di “aiuti” in favore delle società vicine o designate dalla cosca Tripodi, per fare ottenere alle stesse lavori pubblici”.

Secondo l’accusa, però, i contatti con Maruccio “non sono mai stati diretti”. Gli interessati hanno sempre negato d’essersi mai conosciuti. E non risulta che Maruccio, come l’ex consigliere Udc Raffaele d’Ambrosio, sia indagato. Il faccendiere Francesco Comerci – che ha raccontato agli inquirenti di aver “partecipato a una cena elettorale (…) a favore del deputato D’Ambrosio” – è stato arrestato con l’accusa di essere vicino alla cosca Tripodi. Ed è lui, secondo l’accusa e alcune testimonianze, l’uomo che in rapporto con Giulio Violati. È interessante inquadrare la figura di Violati per comprendere la capacità di penetrazione del clan. Da un lato Violati è infatti rappresentante legale delle società Seven Dream Productions Srl e Multimedia Group Srl, entrambe con sede a Roma e attive nel settore della produzione cinematografica. È stato anche rappresentate legale della Italian Dreams Factory Srl con sua moglie, Maria Grazia Cucinotta. Dall’altro è ben inserito nei piani alti della politica, come dimostra l’analisi svolta dalla Guardia di Finanza, che ha setacciato i contributi ricevuti da Violati in questi anni. Una dimostrazione dei suoi rapporti nelle alte sfere della politica: Violati, si legge negli atti, “oltre che dalle sopra citate società ha percepito redditi anche dai seguenti soggetti economici: ‘Insieme cambiamo, lista Renata Polverini presidente’ e ‘Fondazione Arena di Verona’, il cui attuale rappresentante è Flavio Tosi. Agganciare Violati, per il faccendiere della cosca, insomma, pare davvero il trampolino per altre, ben più alte opportunità di scalare i piani alti della politica. La cosca punta a un affare da 600 milioni di euro.

Ecco cosa dice nella sua testimonianza Guido Della Giacoma, imprenditore della Medialink, estorto dal clan.

Violati e il sistema Festa 

… Mi ero obbligato con il Comerci a procurare a lui e alla Edil Sud occasioni di lavoro. In questa prospettiva ebbi ad apprendere l’eistenza di un bando di appalto da parte dell’Associazione Industriali di Roma di importo pari ad alcune centinaia di milioni di euro avente ad oggetto le fibre ottiche in Roma, cosicché per effetto della soggezione di cui sopra girai al Comerci il link del bando sopra detto. 

Egli un giorno mi chiese di incontrarlo in Roma ma non mi esplicitò le ragioni. Di talchè io mi recai in Roma e il Comerci non appena arrivato mi disse che c’era l’opportunità di parlare con un esponente politico di primissimo piano che lui conosceva e con il quale era in contatto poichè questi aveva « i contatti adeguati e necessari per poter utilmente inserirmi tramite la Medialink nell’esecuzione dei lavori delle fibre ottiche ». (…)

In effetti io il Comerci, il suo commercialista Grasso Nunziato e un soggetto che mi veniva presentato come professore Festa ci recammo in un ufficio o forse una articolazione della Camera dei deputati laddove venimmo anche registrati e ci recammo nell’ufficio di tale Violati che mi fu presentato da Festa come onorevole.

Il Festa interloquiva con grande confidenza e familiarità con il Violati al quale chiese se fosse possibile creare un contatto con il presidente dell’associazione industriali di Roma il dott. Aurelio Regina con riferimento all’appalto di cui in premessa.

In effetti il Violati dopo aver lui illustrato le mie referenze, chiamò subito il Regina e fissò un appuntamento per me.  Il Violati poi si congedò da noi e ci disse « vi accompagna il Prof. Festa «  senza indicare il luogo dove con il Prof. Festa ci saremmo dovuti recare. 

Dunque con il prof. Festa e su sua indicazione unitamente al Comerci e al Grasso ci siamo recati a piedi a piazza Rondanini dove il Festa ci introdusse in uno studio all’ultimo piano dell’edificio in un locale che sembrava una mansarda.

Ebbi modo di ascoltare che in questo luogo si parlava anche di questioni riguardanti appalti per la ricostruzione dell’Abruzzo, ma ciò per cui fui colpito fu la proposta che il Festa mi fece collegandola alla telefonata del Violati al Regina.

In questo discorso egli mi propose che al fine di poter avere le adeguate intermediazioni e promuovere la Medialink sul mercato degli appalti pubblici avrei dovuto far parte di un club e sipulare un contratto di consulenza per un importo soltanto iniziale di 50.000 euro a favore di una non meglio precisata società, condizione questa che mi avrebbe aperto le porte per poter usufruire dei predetti appalti.

Percepii immediatamente che si trattava di una vera e propria « mazzetta » o meglio di una forma di corruzione per intermediazione per potere appunto ottenere appalti pubblici. Io ebbi da subito una certa riserva mentale rispetto alla proposta illecita e cercai di defilarmi con eleganza riferendo al Festa che avrei dovuto sttoporre la questione al consiglio di amministrazione. Egli percepì il mio disappunto o meglio la mia non volontà di aderire a tale proposta e tant’è che non si fece più sentire.

A riprova del fatto che la proposta illecita fu da me rigettata e dal Festa percepita in tal senso, vi rappresento che la segretaria del dott. Regina mi contattò per riferirmi che l’incontro sollecitato nell’occasione di cui sopra dal Violati con il Regina, sebbene pattuito telefonicamente tra i due predetti nel corso della suddetta telefonata era da considerarsi disdetto ed eventualmente da riprogrammarsi a data da destinarsi.  Il Comerci dal conto suo era rimasto allettato dalla proposta e mi sembrava seriamente interessato. 

I contatti con il Vaticano

È sempre l’imprenditore a raccontare di strani contatti con ambienti vicini al Vaticano. 

Ho conosciuto una certa Michel che si è presentata come amica di Comerci la quale mi ha proposto sia l’acquisto di una società di posta privata sia altre opportunià i lavoro. In una occasione mi propose anche la sponsorizzazione per un importo di 100.000 euro di un libro sul Vaticano e mi disse che a fronte di tale sponsorizzazione mi avrebbe creato il contatto per ottenere appalti con il Vaticano stesso e remunerare la sponsorizzazione. Io le risposi che non ero interessato.