Dopo il corteo del primo maggio e la manifestazione anti-magistratura di Brescia, prosegue il viaggio di ‘Uomo da marciapiede’ tra le piazze della politica. E’ la volta del M5S. A Cinisello (Milano) e Brugherio (Monza), durante le tappe del tour di Grillo, si alternano le voci sulla linea del Movimento, che è di non allearsi con nessuno e puntare a mandare “tutti a casa” alle prossime elezioni. La gran maggioranza di attivisti e simpatizzanti sembra condividere. In piazza tuttavia c’è anche chi dissente: “è impensabile farcela da soli” – dicono –  e il rischio è quello di “far vincere di nuovo Berlusconi“. Il governo delle ‘larghe intese’ appare a molti la conferma ufficiale del grande inciucio che perdura sottotraccia ormai da molti anni, ma c’è chi non perdona a Grillo di aver impedito la possibile svolta, attraverso l’intesa con Pd e Sel. Da tutti i partiti arrivano voti al Movimento, da sinistra come da destra. “E’ ora di superare le ideologie, ormai contano solo le idee”, ripetono a bordo palco delusi del Pd, di An, del Pdl e perfino del partito di Casini, facendo eco a Grillo. Il collante è la rabbia verso la malapolitica, l’orizzonte è la democrazia diretta, un “nuovo rapporto fra cittadini e istituzioni”. E’ davvero praticabile come forma di governo nella continuità? Può davvero sostituire la democrazia rappresentativa?  “Basta applicarsi”, sostiene un anziano. “Tutti noi dobbiamo andare al governo con Grillo”, proclama un altro. Uno dei nodi rimane la difficoltà di gestire le decisioni su internet, prima di tutto a livello interno. E in tema di comunicazione – visto che una parte d’Italia si forma le opinioni guardando la tv – deve cambiare l’approccio del Movimento? I pareri si dividono: per alcuni Grillo “deve andare in tv per lottare con le stesse armi degli avversari”. Per altri bastano il web, le piazze e il passaparola. Perché “ormai siamo in troppi e li travolgeremo”, è l’opinione di uno dei più entusiasti  di Piero Ricca, riprese e montaggio di Ricky Farina, musiche di Nicola Gelo