“Nel film racconto un amore tra cugini in maniera molto casta. Ma è considerato un rapporto incestuoso e in Italia fa ancora paura parlare di queste cose”. Barbara Rossi Prudente, regista e sceneggiatrice del film “Esterno sera”, è soddisfatta di essere riuscita a portare al cinema una storia su cui ha lavorato diversi anni, che “è nata dalla pancia”, come lei stessa ribadisce, e dal suo interesse per le dinamiche familiari. Il film esce nelle sale il 23 maggio. Ma non è stato semplice arrivare a questo traguardo, considerata la delicatezza del tema e le difficoltà produttive incontrate lungo il cammino.

La pellicola, ambientata nel sud dell’Italia, racconta il senso di inadeguatezza affettiva di Alba, scaturito da un rapporto difficile con il padre, e l’amore per suo cugino Fabrizio, che dopo anni ripiomba nella sua vita e risveglia in lei un sentimento mai completamente sopito. Sebbene la sceneggiatura avesse vinto il premio Solinas, a “Esterno Sera” sono stati negati i finanziamenti pubblici per la produzione della pellicola e molti produttori interessati si sono tirati indietro. “Nonostante i riconoscimenti, non sono riuscita a trovare nessuno disposto a investire sul film. E anche la richiesta di finanziamento pubblico ha dato esiti negativi. Così nel 2009, quando è stata pubblicata la sceneggiatura, ho deciso di girare senza un produttore, facendo leva sulle mie ‘energie’”.

Con coraggio e ostinazione, Barbara Rossi Prudente ha deciso di autofinanziarsi e di affrontare le riprese in poche settimane con un budget ristrettissimo. “È un film low budget. Abbiamo contato sulle forze presenti sul territorio e su quelle della mia piccola casa di produzione. La Campania film commission ci ha aiutato a trovare location gratuite. E poi abbiamo rintracciato qualche sponsor. Le riprese sono avvenute nella zona di Caserta, Napoli e Piedimonte Matese. Il territorio ha risposto molto bene per quel che riguarda l’ospitalità. Anche alberghi e ristoranti ci hanno dato un grosso aiuto”.

La regista ipotizza che alla base delle difficoltà di produzione del film ci siano motivazioni moralistiche, che rendono il tema dell’incesto ancora un tabù, un argomento di cui pare non sia ancora opportuno parlare. “La verità è che nel nostro Paese viene visto di cattivo occhio tutto ciò che è poco rassicurante perché esce da quei confini che danno tranquillità. Probabilmente questa storia è sconveniente per il cinema. Ma il dovere di chi scrive è anche quello di trattare argomenti scomodi. Un amore tra cugini è un sentimento che può nascere. Non è lontano dalla realtà. Purtroppo esporre un rapporto del genere fa paura in molti sensi. Anche per quello che può rappresentare dall’aspetto della salute: il rischio di avere figli non sani”.

Da questo punta di vista una recente pubblicazione del ricercatore australiano Alan Bittles della Murdoch University, che studia il fenomeno da più di 35 anni, ha evidenziato che sull’argomento c’è un allarme eccessivo. Secondo il suo studio, il concepimento di un figlio tra cugini aumenta la probabilità di malattie rare fino al 4%, ma il 90% dei bimbi nati da queste unioni non corrono alcun rischio. Detto questo, resta il problema di far cadere tabù e credenze radicate nel nostro paese. Ed “Esterno sera” prova a farlo raccontando un sentimento che va oltre i legami di sangue.

Nonostante la delicatezza del tema e le difficoltà di budget, anche gli attori hanno dimostrato di credere molto nella pellicola. Compreso Ricky Tognazzi che appare nei panni dello zio Antonio. “Sono stati tutti straordinari. Tra l’altro i due cugini che si innamorano nel film vengono interpretati da Valentina ed Emilio Vacca, fratello e sorella nella vita reale. Non è stato facile per loro. Ma sono due ottimi professionisti che vengono dal teatro e quindi sono abituati a lavorare sull’emotività, un aspetto molto importante per comunicare al meglio le dinamiche familiari racchiuse nel film. Siccome le settimane a disposizione per girare erano solo cinque, abbiamo provato la sceneggiatura in teatro per circa un mese, come se fosse una rappresentazione. Volevo che ci presentassimo sul set pronti, convinti di ciò che facevamo. ‘Esterno sera’ mi piace definirlo un film artigianale”.