La Guardia di Finanza ha notificato a Perugia una ordinanza interdittiva dagli uffici direttivi nei confronti dell’avvocato Michele Briamonte, componente del consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi di Siena. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Siena su richiesta della Procura della Repubblica.

Nei confronti di Briamonte, da anni consulente della banca vaticana, già iscritto nel registro degli indagati per riciclaggio nell’inchiesta legata allo scandalo Ior, la magistratura di Siena ipotizza il reato di insider trading. Secondo l’accusa, l’avvocato che è partner dello studio torinese Grande Stevens, avrebbe riferito ad alcuni giornalisti i contenuti di una riunione del cda di Mps, che aveva deciso di avviare un’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici, e quella risarcitoria verso Banca Nomura e Deutsche Bank.

Proprio per far luce su queste comunicazioni riservate fatte trapelare alla stampa, il 5 marzo scorso era stato disposto un nuovo filone d’inchiesta, nato da un esposto della stessa banca. La notizia del nuovo filone d’inchiesta era emersa dopo una serie di perquisizioni dei militari del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza a carico di alcuni componenti del consiglio di amministrazione della banca senese su disposizione della Procura senese. Gli uffici e le abitazioni perquisiti erano riconducibili a Lorenzo Gorgoni (ex Banca 121) e  proprio a Briamonte, che allora non risultavano indagati.

Secondo alcune fonti giudiziarie, l’inchiesta per insider trading, con il provvedimento nei confronti di Briamonte, viene chiusa. L’ ordinanza di interdizione è valida due mesi, ma eventualmente prorogabile. Nel provvedimento emesso dal gip di Siena su richiesta della Procura, sono stati ricostruiti i tabulati telefonici di Briamonte “e questo – spiega la fonte – offre anche un possibile chiarimento sulla motivazione del suicidio di David Rossi“.

La notizia della decisione di avviare l’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici, e quella risarcitoria verso Banca Nomura e Deutsche Bank, era infatti apparsa su un quotidiano, prima che la banca depositasse al tribunale civile l’azione di responsabilità.  E all’epoca qualcuno aveva ipotizzato che l’autore della soffiata al quotidiano fosse stato Rossi e che quest’accusa fosse uno dei motivi che lo aveva spinto al suicidioLorenzo Gorgoni “risulta invece estraneo alla vicenda”, spiega ancora la fonte.