In ritardo di un anno sull’orario nazionale di marcia, si è rimesso in moto verso il binario della Campania, il quarto condono edilizio d’Italia.

In ritardo, ma in perfetta coincidenza con il ritorno di Berlusconi&co. nelle stanze dei bottoni di Palazzo Chigi e ai vertici delle Commissioni Parlamentari strategiche per seguire da vicino le norme pro colate di cemento. Ah, il fascino del calcestruzzo che scende dalla betoniera! Irresistibile.

La cadenza con la quale le sanatorie edilizie hanno fatto capolino a partire dal 1994 nel nostro paese era svizzera. Esattamente una volta ogni 9 anni.

Il primo condono lo firma Bettino Craxi, nel 1985.

Il secondo arriva con il primo Governo Berlusconi, nel 1994.

Il terzo transita puntuale, sempre dopo nove anni, nel 2003, e sempre con il Cavaliere di Arcore nel ruolo di capo del vapore.

Tra gli ambientalisti e i difensori del territorio italiano, cominciava a farsi largo un’illusione. “Forse si sono dimenticati! Forse stavolta saltano un giro!”

Lo dicevano sottovoce. A mezza bocca. A margine di convegni e conferenze sugli scempi perpetrati lungo le coste. Era tutto un incrociare le dita sotto i tavoli mentre si allertavano studenti e appassionati del paesaggio italiano sugli attentati alla bellezza e alla storia italiana messi in atto dai fanatici del Partito del Cemento.

Era passato indenne proprio l’anno 2012. Quello della profezia dei Maya.

E invece…era solo un lieve ritardo tecnico.

Giusto il tempo tecnico di resuscitare dalle catacombe.

Il convoglio viene atteso ad ore in terra partenopea. Dove si costruiscono solo16 case illegali al giorno…

Chissà se riusciranno anche questa volta ad entrare trionfanti in stazione.

Oppure chissà se il Capotreno vedrà di tirare il freno di emergenza aiutato ed incitato dai megafoni degli #occupybinaripd assiepati sulle banchine.

O forse che il cappello di Capotreno ce l’abbia sempre avuto in testa lui?