Soprannominato The Killer per il suo stile vocale unico e il suo modo di suonare il piano a dir poco selvaggio e indemoniato per la velocità d’esibizione, Jerry Lee Lewis è considerato uno dei re del Rock and Roll assieme a gente del calibro di Chuck Berry, Elvis Presley e Little Richard. Secondo la leggenda si appassiona alla musica quando da piccolo, insieme con il cugino Jimmy Swaggart, dalla finestra di un locale nel quartiere nero della sua città vede esibirsi un gruppo rhythm & blues. Il cugino, che diventerà un noto predicatore ed esponente della destra religiosa, in quell’occasione, per dissuadere Jerry gli dice: “Questa è la musica del diavolo! Dobbiamo andarcene!”. Ma Jerry è imperturbabile, rapito com’è da quella musica e da quei ritmi. Sa già dentro di sé che sarebbe diventato “il pianista del diavolo”.

E infatti, qualche anno più tardi, nel 1956, sicuro delle sue capacità, con i capelli biondi impomatati e due occhi azzurri scintillanti, si presenta per un’audizione  a Memphis, dove Sam Phillips il boss della Sun Records, rimane subito folgorato. Non ha mai visto niente di simile prima d’ora: il ragazzo riesce a far interagire le forme musicali e gestuali dei neri nel modo di suonare dei bianchi. È un innovatore,  “con questo mi ci arricchirò sicuramente, farò una montagna di soldi”, pensa. E gli offre di incidere il suo primo 45 giri. Con il singolo di debutto, Crazy arms, ottiene un discreto successo a livello locale, ma è con  Whole lotta shakin’ goin’ on che esplode tutto il suo talento. E il conseguente successo, nonostante il boicottaggio delle radio dovuto alle esplicite allusioni sessuali contenute nel testo della canzone. Ma poco importa, Jerry Lee Lewis va forte nelle vendite, è lui il nuovo astro nascente del rock’n’roll,  in grado di oscurare addirittura un monumento della musica come Elvis Presley. In un’occasione, quando il Re è  in licenza dal servizio di leva che sta svolgendo, sembra che gli abbia detto: “Ma sì, prenditelo tu lo scettro di Re del Rock and Roll!”.  

Jerry Lee riscuote un grandissimo successo anche in Gran Bretagna, e dal vivo consolida la sua fama di “Killer”, dando gran spettacolo quando, a volte, chiude l’esibizione di Great Balls of Fire incendiando il pianoforte col quale la sta eseguendo. I suoi spettacoli accrescono la sua fama, ma per via del suo atteggiamento troppo trasgressivo per i tempi, diventa il bersaglio preferito dei moralisti ed è oggetto di numerosi attacchi. Non stupisce, quindi, il fatto che il suo successo sia stato immenso, ma anche estremamente breve.

Eccentrico e sopra le righe, Jerry Lee si innamora della cugina tredicenne Myra, figlia di un suo cugino che, tra l’altro, è anche il suo bassista. Quando questo scopre che tra la figlia e Jerry c’è del tenero va su tutte le furie, si presenta armato di una pistola alla Sun Records dove sa che avrebbe trovato Lewis per farlo fuori, ma viene convinto da Sam Phillips in persona a desistere. Jerry e Myra, che è poco più d’una bambina, si sposano in gran segreto, andando ad abitare in una casa che è la riproduzione in scala di una casa da bambole della ragazzina. Naturalmente lo staff della Sun Records tiene all’oscuro la stampa e la pubblica opinione sul matrimonio di Jerry Lee, ma quando è il momento di sbarcare in Inghilterra per promuovere il proprio disco, il “Pianista del diavolo” s’impunta che vuol essere accompagnato dalla neosposa.

È il 22 maggio 1958 quando un giornalista scopre all’aeroporto che Myra è sua moglie: la moralistica opinione pubblica inglese si scandalizza, la stampa sfrutta la storia del matrimonio per gettare fango sul nuovo re del rock and roll, dipingendolo su tutti i giornali come un orco, un “ruba bambini”. E la sua musica è realmente quella del demonio…

Durante la prima delle 37 date che lo avrebbero visto protagonista in terra d’albione, il pubblico rimane impietrito e in silenzio di fronte a Jerry Lee, che prova a scuoter la platea come sempre fa, con le sue mosse e il suo stile inconfondibile.  Ma non ci sono reazioni, gli lanciano persino un passeggino sul palco. Gli inglesi lo distruggono e lui è costretto a cancellare l’intero tour. Saluta gli inglesi con un sonoro Fuck You, ma la sua carriera è segnata, in rapido declino. E quando torna negli States, all’aeroporto non c’era l’ombra di un fan ad accoglierlo. Inizia un periodo travagliato sia sul piano artistico sia personale, aggravato anche da gravi lutti, come quello del figlio Steve Allen, il secondo figlio avuto da Myra. Per tirare a campare e racimolare qualche dollaro, Lewis continua a esibirsi in lunghe tournée, gli chiedono anche di incidere dischi sotto pseudonimo, ma lui si rifiuta. Lo stress è forte, trova conforto nella bottiglia finendo per diventare alcolizzato. Dopo aver abbandonato il rock’n’roll si dà alla musica country,  mossa azzeccata che vale per lui una piccola resurrezione. Nel 2012 torna agli onori delle cronache per via del suo settimo matrimonio: nulla di strano se non fosse che la sua nuova sposa è Judith Brown, ex moglie di Rusty Brown, fratello di Myra.  Oggi Jerry Lee Lewis vive da qualche parte negli Stati Uniti d’America.