Il Festival IT.A.CA’ (25 maggio-2 giugno) accoglierà Vinicio Capossela – proprio il giorno di chiusura – in una cornice d’eccezione: Piazza Re Enzo a Bologna. Avete capito bene, proprio lui, quello che ha scritto album che sono un condensato di terra, vino, ritmo e poesia; l’autore che si è messo a ricercare le radici mediterranee della musica contemporanea, tanto da essere stimato anche nel campo etnomusicologico. Capossela ha messo a nudo le viscere antropologiche della musica popolare, ne ha svelato le capacità catartiche ed escatologiche. Un suo concerto rasenta un rito di iniziazione alla capacità evocativa delle note. Questa volontà, quasi estenuante e parossistica, di Capossela nel gettare sul tavolo tutto l’enorme bagaglio musicale mediterraneo, non gli deriva tuttavia unicamente dalla sua passione per la musica.

Vinicio Capossela è stato prima di tutto uno scrittore. O meglio: Vinicio Capossela voleva essere uno scrittore. Prima di Modì, prima di andarsene dal Chiavicone voleva essere il John Fante della Bassa, l’Herman Melville del Po. Non si muore tutte le mattine, edito da Feltrinelli nel 2004, personalmente lo trovo un capolavoro e se qualcuno mi chiedesse cosa sceglierei per la fantomatica isola deserta, se questo libro o Camera a Sud, svierei sudato dall’interrogatorio: “A furia di parlarne così tanto, quell’isola dev’esser più affollata di Manhattan”. Non si muore tutte le mattine non è solo un libro, 14 dei racconti sono diventate letture radiofoniche per Radio3 col titolo di Radiocapitolazioni; ecco, per l’isola sceglierei questa terza opera d’arte: racchiude in sé il Capossela scrittore e il Capossela musicista. Le parole lette da Vinicio prendono forma e corpo, da meri simboli astratti si fanno carne in tutta la loro enorme quantità.

Altro libro scolpito dal nostro è In Clandestinità, scritto assieme al colossale sodale Cinaski. Anche in questo confluiscono le tematiche care al tedesco d’Irpinia: i cazzotti, gli amici, le sbronze, i viaggi, l’esotismo e la vita nella sua raggiante, grassa e incolpevole cattiveria e bontà. La notizia è che il viaggio tra le parole non si è fermato e che Capossela ha appena gettato un’altra scarriolata di lettere su diversi fogli bianchi. Il risultato è Tefteri – Il libro dei conti in sospeso.

Pubblicato da Il Saggiatore per la collana Le silerchie Tefteri prende il La dalla ricerca musicale che il nostro ha condotto in terra greca e balcanica (particolare attenzione alla musica greca Capossela l’ha sin da Canzoni a Monovella, era il 2000). Questo libro gronda Ouzu, polpi stesi ad asciugare assieme alle reti, mani artritiche e rughe come faglie sui visi dei suonatori di buzuki. É un libro in bianco e azzurro, e i colori riecheggiano ipnoticamente e incessantemente la litania del rebetiko. Si va da Atene a Creta, ci si ferma a Salonicco sempre suonando; suonando sopra le macerie della krisis. Questo libro è inzuppato nella crisi, come lo è il rebetiko, una musica che sorge dal senso di sradicamento del popolo greco-turco. Per il rebetiko non si applaude, si rompono piatti. la crisi è nel titolo stesso di questo libro: Tefteri è la trascrizione dei debiti e dei crediti che bisogna fare per “imparare il mestiere di campare”. Il registro dei conti in rosso che tutti hanno con la vita e la morte.

Nessun Festival è più indicato di IT.A.CA’ (anagramma giocato sull’ambivalenza: da un lato l’irraggiungibile patria di Ulisse, dall’altro una domanda retorica che qualunque anziano bolognese  avrà fatto almeno una volta a un capo di un telefono: “Sei a casa?”) per portare in terra felsinea Vinicio Capossela. Un Festival che, giunto alla sua quinta edizione, continua a parlare di migranti e viaggiatori e di turismo responsabile in modo sempre sorprendentemente nuovo. Quale Festival poteva coniugarsi meglio con la poetica di Capossela, se non il festival che vede nel viaggio la condizione stessa dell’uomo? Sarà il direttore artistico del Festival Pierluigi Musarò a dialogare col cantautore di Tefteri e del viaggiare. Sembra che, oltre a qualche copia del libro, Capossela si porterà dietro anche un buzuki per accompagnare la lettura. L’evento sarà gratuito, consigliamo di occupare un posto già da domani.

http://www.festivalitaca.net/