Piazza San Babila, Milano, ore 13 di venerdì 17: è questo il momento dello Street food heroes. Tra turisti incuriositi e frettolosi operatori economici in grisaglia in un box attrezzato con una cucina in bella vista Francesco Fichera, chef titolare dell’omonimo ristorante di Longiano (Cesena), è all’opera per promuovere il nuovo programma dedicato al miglior cibo da strada d’Italia. Al suo fianco Laurel Evans, texana e foodblogger e Mauro Rosati, critico enogastronomico. Street food heroes andrà in onda da domenica 26 maggio alle 22,15 su Mediaset Italia2, forte di un’idea semplice: individuare e testare i migliori cuochi da strada del nostro paese. Una ricerca che porterà all’elaborazione di una guida culinaria multimediale dello street food.

Nella presentazione meneghina lo chef Fichera ha provato a riproporre alcune delle pietanze più tradizionali del nostro Paese a cui daranno la caccia, dal panino tipicamente romano con la salsiccia e puntarelle, alla focaccia di Recco. Il momento più interessante dell’evento è quando si è cimentato nella preparazione di un piatto di pesce crudo ma alla “brace” che però nella realizzazione ha poco di italiano e invece come sottolinea Fichera “deve molto alla cultura giapponese”. Il pesce infatti viene posto in una sorta di infusore per il tè dove sul fondo, ma non a contatto con il cibo, è stato posto dell’olio bollente. Prima di introdurre il pesce all’interno dell’infusore viene calato un pezzo di carbone acceso nell’olio, che così genera un’ondata di fumo che in pratica avvolge i pezzi di sushi “in una visione della cucina alchemica” per Fichera. In realtà però i piatti forti di Street food heroes saranno le tipiche pietanze che si possono acquistare e mangiare camminando. Così a Roma il trio di conduttori mangerà il “trapizzino” che unisce la tradizione della pizza al tramezzino; a Palermo si gusta il “pani ca’ meusa”, un panino preparato con la milza di vitello e a Firenze tocca al famoso “lampredotto”.

Il programma dovrebbe poi collegarsi ad eventi locali con l’idea di rendere sempre più riconoscibili e conosciuti i piatti poveri ma gustosi della nostra tradizione. C’era bisogno di un altro programma sul cibo e la cucina, forse no, ma la simpatia di Fichera e la reale passione per i cibi da strada, con cui tutti siamo costretti a confrontarci nell’arco della settimana lavorativa, rende la presentazione e quindi il programma molto più realistico ed interessante di tanti altri, che forti di cucine futuribili come set e grazie a qualche cuoco pluristellato si cimentano in quella che è oramai vera e propria gastronomia pornografica.

di Massimiliano Carbonaro

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