Questo è un post di denuncia.

elba_minieraIn Italia i siti minerari abbandonati sono quasi 2500; la maggioranza delle nostre miniere sono state dismesse dopo gli anni ’50 del secolo passato.
La storia del lavoro in miniera e’ una storia di abbondanza e di decadimento, costellata di perle di poesia, come Rosso Malpelo di Giovanni Verga.
In altri paesi europei, come in Francia, l’istituzione pubblica si è presa carico della bonifica e della valorizzazione culturale di siti che ora attraggono visitatori ed appassionati, in un percorso storico affascinante e impegnativo, un tipo di turismo culturale che in italia viene soddisfato da comunità di “minierabondi” e qualche associazione.
Spesso le nostre associazioni sono legate a veri e propri musei, che hanno raggiunto riconoscimenti internazionali di alto respiro, ma che a volte sorgono su terreni non ancora del tutto bonificati, come dimostrano le immagini dell’Isola d’Elba.

Perché la minera ha un impatto sull’ambiente, come molte delle nostre attività produttive, e con quell’impatto, prima o poi, qualcuno dovrà fare i conti.
I siti minerari dismessi che secondo l’Ispra sono a rischio da un punto di vista ambientale (dissesto idrogeologico/strutturale e inquinamento) sono 150. Ma abbiamo già visto su RaiNews all’inizio di quest’anno un reportage che smentiva le dichiarazioni di Ispra e Arpa e denunciava la situazione della miniera di Pasquasia, in Sicilia.
La vicenda delle infiltrazioni mafiose a Pasquasia (con il collegamento all’esplosivo servito per la strage di Capaci), fa capire bene le conseguenze del disinteresse istituzionale per questo pezzo di storia recente della nostra società, ma questo è solo l’impatto sulla società del vuoto culturale che queste antiche forme di aggregazione hanno lasciato, scomparendo.
Nella desolazione è normale che cresca l’erbaccia.

Quanto è importante la propria storia del lavoro per uno stato che voglia davvero dar senso al concetto espresso nel primo articolo della propria costituzione.
L’impatto ambientale ed il vuoto culturale vanno di pari passo, nel degradare una realtà che ha visto i suoi operai emigrare in tutto il mondo, per continuare a fare il loro lavoro, i minatori.

Cartina interattiva del villaggio minerario fantasma di Formignano (reportage fotografico fatto da me a gennaio):

p.s: il 23 maggio per l’italia sarà la giornata nazionale delle miniere.

L’immagine che allego raggruppa fotografie sull’impatto dell’attività estrattiva all’isola d’Elba ed è tratta dal documento ministeriale “Linee guida per la tutela e la valorizzazione dei siti e parchi geo-minerari.
Questo articolo, comprensivo di tutti i riferimenti (link) ed in lingua inglese è pubblicato sul mio blog