occupypd3:07 del mattino. Tornato a casa da poco dopo una giornata faticosa ma bellissima. Confesso mi sono addormentato mentre cercavo di ritrovare il video dei goal di Pescara-Fiorentina ma soprattutto del rigore che ha deciso l’accesso del Milan all’Europa che conta. C’era o non c’era?

Il mio personale epilogo della giornata dell’incontro nazionale di #occupypd.

Beh, non so come la pensate, ma portare trecento ragazzi (quasi tutti sotto i trent’anni) a passare una domenica pomeriggio di sole a Prato, in una vecchia fabbrica dismessa, a parlare di Politica, per me è già un risultato. I giovani non votano, non si interessano, subiscono la società e non provano  a plasmarla; si dice. Eppure qualcuno invece decide che uno stereotipo è tale se c’è chi lo contesta.

Venire a Prato da Catanzaro è lunga… e costa, soprattutto di questi tempi. Soprattutto se hai 20 anni e sei uno studente, un precario, una finta partita iva. E’ difficile se vieni da Sassuolo, dove nella tua città deflagrano i festeggiamenti per lo storico ritorno in serie A. E’ difficile se tutti ti dicono che è una perdita di tempo, perché le cose non cambieranno mai, perché non ti ascolterà mai nessuno.

Ma la sala era piena e il dibattito è stato vero. Tanti temi, tanta rabbia, tanta frustrazione ma anche tanta energia.

Tre cose, tra le tante, mi sembra siano emerse con maggiore chiarezza, tre rivendicazioni per il nostro partito:

-La necessità di fare un Congresso subito, aperto e vero. Che inverta l’ordine dell’ultimo congresso del Pd, e che parta cioè dai livelli locali e solo alla fine arrivi alla scelta segretario nazionale; che rinnovi davvero una classe dirigente che ha perso tutta la sua credibilità. E possibilmente strutturato per Tesi, dove si discuta prima di cosa deve essere e cosa deve fare un partito e poi di chi lo guida.

– Una riflessione sul Governo Letta. Frutto amaro di molti errori, non è il nostro governo, deve durare il tempo e lo spazio di una riforma elettorale, del rifinanziamento della cassa integrazione e di una riforma dell’assetto istituzionale che garantisca governabilità. Poi voto, il Pd si è presentato alle elezioni per cambiare il paese non per occupare poltrone, la sinistra deve avere al più presto l’opportunità di vincere le elezioni e governare da sola, perché il paese non potremo mai cambiarlo insieme a Berlusconi.

– Un invito ad affrontare con decisine il tema dei Giovani, le generazioni dimenticate di questo Paese, completamente assenti da un dibattito politico da marziani che parla solo di Imu e Iva. Eppure queste generazioni hanno un bisogno drammatico di risposte dalla politica, di formule per uscire dall’alternativa obbligata tra precarietà esistenziale e assenza totale di lavoro.

Se qualcuno ci ascolterà, non lo so. Noi ci proviamo, senza fare l’ennesima corrente, senza fare la solita battaglia sui nomi. Messaggi politici positivi take-away, tutti possono attingerne ma nessuno in particolare: non siamo in cerca di padri nobili né abbiamo la brama di figliare adepti. Messaggi per tutti, per il Pd, per la sua classe dirigente, per la sua base, ma anche per chi sta fuori e guarda ancora con attenzione e con speranza chi vuol riorganizzare la sinistra nel nostro Paese. Sperando di poter essere utili.

Ps. Questo è il mio secondo post, sono da poco in questa comunità ed è impressionante vedere quanta gente legga, sia interessata e discuta anche le opinioni di chi, come me, non è nessuno e cerca solo di spiegare il suo personalissimo punto di vista. Mi sono divertito a leggere i commenti e anche gli insulti (quelli più originali almeno), che ho ricevuto al mio primo post. Il premio del più divertente credo l’abbia vinto “daniele” e si merita di essere citato qua. Commentando il mio post evidentemente ritenuto troppo indulgente con il Pd scrive: “Se l’autore di questo post fosse stato un tedesco del 1944, avrebbe auspicato un nazismo dal volto umano”. Un genio, mi ha fatto ridere una buona mezz’ora.

Twitter: @LoreRocchi