La “crisi angosciante e drammatica” impone alle istituzioni, alle forze sociali e alle imprese “la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l’occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese”. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della cerimonia di commemorazione di Massimo D’Antona, in un messaggio inviato al segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Mentre il segretario del Partito democratico, Guglielmo Epifani, avverte: “Sul piano del lavoro siamo agli annunci, ma certo bisogna mettere mano alla riforma Fornero perché ci sono cose che non vanno e, al di là delle intenzioni, ha finito per accentuare la precarietà”. Sottolineando che “il lavoro va difeso e quindi ben venga una riforma sui temi della precarietà perché la riforma Fornero non l’ha affrontata”.

L’esortazione del capo dello Stato e del segretario Pd arrivano lo stesso giorno in cui per la cassa integrazione in deroga è stato stanziato “un miliardo tondo”, ha annunciato il presidente del consiglio Enrico Letta. E il ministro del lavoro Enrico Giovannini promette di affrontare il dramma della disoccupazione giovanile. Tre i nodi fondamentali: correzione ai contratti a termine, staffetta anziani-giovani sul posto di lavoro e maggiore flessibilità in uscita  prima dell’età pensionabile ma con penalizzazioni proporzionali.  “Da qui fino a giugno ci concentreremo sul piano giovani”, annuncia il ministro. In un’intervista a La Repubblica il titolare del Lavoro rivela che l’obiettivo è quello di ridurre la disoccupazione dell’otto per cento portandola al 30% dai livelli record attuali. E in campo potrebbero esserci tra i 10 e i 12 miliardi di euro, se non di più.

CONFRONTO CON LE PARTI SOCIALI – Tutto deve partire dal confronto con le parti sociali.  Intorno al tavolo sono stati chiamati, infatti, mercoledì Cgil, Cisl, Uil e Ugl da una parte e Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative italiane dall’altra. “E’ un incontro per ascoltare e per ragionare insieme. Non una trattativa”, specifica però Giovannini.

RITOCCARE RIFORMA FORNERO – Sotto la lente, le due riforme che portano il nome di Elsa Fornero: quella del lavoro appunto, e quella delle pensioni. “Bisogna stare molto attenti”, ha frenato però il ministro, a toccare una riforma del lavoro “che sta finalmente producendo una serie di effetti voluti“. “Eventuali modifiche – ha specificato – dovranno essere “limitate e puntuali”.  Al vaglio del ministro, però, c’è già una specifica road map. E un primo obiettivo Giovannini lo aveva già identificato qualche giorno prima: 100.000 nuovi giovani assunti. Il pacchetto però, deve essere “realistico”, in linea con le “compatibilità finanziarie”, specifica il titolare del Lavoro. “Ci sono interventi costosi, altri no. E per quelli che costano bisognerà aspettare le conclusioni del Consiglio europeo di giugno”, spiega Giovannini. Tra i secondi ci sono le correzioni ai contratti a termine, con l’ipotesi di tornare ai vecchi intervalli sulla quale il governo è favorevole.

STAFFETTA ANZIANI – GIOVANI – C’è poi “l’idea”, come continua a dire Giovannini, della staffetta anziani-giovani sul posto di lavoro. Ma è un’idea che costa, perché il lavoratore anziano andrebbe in part time e per non perdere i contributi pieni avrebbe bisogno di una integrazione da parte dello Stato.

MAGGIORE FLESSIBILITA’ IN INGRESSO – Frenata, invece, come ha ripetuto lo stesso ministro parlando al Senato, sull’ipotesi di ridurre il costo del lavoro sui giovani assunti. Studi fatti all’estero, ripete il ministro, “ci dicono che devono realizzarsi diverse condizioni perché abbiano effetto”. E aggiunge: “Non è detto che in questa fase economica questa sia necessariamente una priorità”. Piuttosto il governo punta sulla riforma dei centri per l’impiego, sul modello di quelli nord europei perché “bisogna prendersi cura dei giovani”. Il lavoro del ministro dovrebbe puntare ad alleggerire alcuni vincoli per introdurre più flessibilità d’ingresso, a partire da apprendistato e contratti a tempo determinato. Un percorso che sarebbe in linea con le richieste del mondo imprenditoriale ma a rischio di andare in rotta di collisione con i sindacati. Una messa a punto dello strumento dell’apprendistato potrebbe portare a sostituire con incentivi l’obbligo di stabilizzare una quota degli apprendisti in azienda imposto dalla riforma Fornero. Mentre sui contratti a tempo determinato si ipotizza un intervento sui tempi che devono passare tra la scadenza di un contratto e la possibilità di rinnovarlo, e sull’obbligo per le imprese di giustificare l’esigenza di ricorrere a un contratto non a tempo indeterminato.

LE PENSIONI – Per ciò che riguarda il capitolo pensioni una delle prime ipotesi allo studio sarebbe quella riguardante la fascia di flessibilità per il pensionamento anticipato rispetto all’età di vecchiaia, che dovrebbe essere di 3-4 anni e quindi per gli uomini potrebbe essere fissata intorno ai 62-63 anni (dal 2013 l’età di vecchiaia è a 66 anni e tre mesi) con una penalizzazione “proporzionale”.

CAMUSSO: “STOP A STAGE GRATIS” – “Basta con gli stage che si susseguono, basta con l’idea che si possano far lavorare le persone gratis”. E’ questo il monito del leader della Cgil, Susanna Camusso che,  dalle pagine di Repubblica annuncia che “è chiusa la stagione in cui si riteneva che i giovani potessero lavorare gratis“. La soluzione per creare nuova occupazione, secondo il leader del sindacato di corso d’Italia, è quella di introdurre “una fiscalità di vantaggio per chi assume”, operando sul fisco più che sui contributi sociali. Gli incentivi non dovranno essere concessi a pioggia, ma attraverso un meccanismo “premiale“, dando vantaggi a chi stabilizza nel tempo il rapporto di lavoro.