“Ero terrorizzata per il loro futuro, l’ho fatto per il loro bene, spero che muoiano perché non hanno futuro”. Silvia B., la donna che ieri a Busto Arsizio (Varese) ha gettato dal terzo piano di casa i suoi figli, si è giustificata così col pm Mirko Monti che l’ha interrogata e ha firmato il decreto di fermo per duplice tentato omicidio con l’aggravante di aver agito sui discendenti.

I piccoli, il maschietto 6 anni e la femminuccia di 3, sarebbero fuori pericolo di vita. Secondo i responsabili dell’ospedale di Legnano il piccolo, che ha riportato un trauma cranico, resta in prognosi riservata nel reparto di rianimazione ma ha trascorso una notte tranquilla. La sorellina, che ieri era stata ricoverata con un trauma toracico all’ospedale di Busto Arsizio è stata poi trasferita in serata all’ospedale di Bergamo ed è ricoverata in terapia intensiva pediatrica. Le sue condizioni sono stazionarie: gravi ma stabili, e comunque non sarebbe in pericolo di vita. Secondo il quotidiano La Prealpina la piccola avrebbe gridato alla madre “Mamma no, non farlo”. 

Silvia, che ha spiergato che voleva togliersi la vita, è agli arresti domiciliari nel reparto di psichiatria dal quale era stata dimessa il 10 maggio scorso: “Da giorni avevo questa idea in testa, i bambini mi infastidiscono, non mi fanno dormire e io ho bisogno di riposare un po’ perché sto male. L’ho fatto per il loro bene, non vedo futuro per loro, non potevo assicurarglielo”. In casa la donna era con la madre, che si era allontanata per andare a preparare il pranzo. Quando l’anziana è tornata in salotto e ha chiesto spiegazioni la figlia le ha risposto: “Li ho buttati”.

Difficilmente con una storia clinica di questo genere alle spalle (alcuni testimoni dicono che la malattia risalisse ad ancora prima della nascita dei due figli, ndr) l’indagata potrà essere considerata imputabile. Difficilmente ci sarà un processo perché questo non è previsto per chi viene considerato incapace di intendere di volere. Ma questo sarà una perizia a doverlo stabilire.