Due giorni fa la richiesta di ergastolo per Giovanni Vantaggiato, ma oggi è già tempio di ricordare che è passato un anno da quando un ordigno esplose davanti a una scuola di Brindisi, uccidendo una ragazzina, Melissa Bassi, e ferendone gravemente altre tre. E oggi indossano le t-shirt bianche con la scritta ‘Io non ho paura’ donate loro dai ragazzi della scuola Morvillo Falcone, i ministri dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, e dei Beni culturali, Massimo Bray. I rappresentanti del governo partecipano alle commemorazioni. La maglietta fu il simbolo della manifestazione che, subito dopo l’attentato in cui rimasero ferite nove persone tra studenti e passanti, fu organizzata dall’unione degli studenti della provincia di Brindisi. 

“I ragazzi non devono aver paura di andare a scuola, che penso sia la cosa più terribile che possa capitare, perché la scuola è un posto in cui si va ad imparare, per stare insieme agli altri, per entrare nella società. A me piace tantissimo questa idea – ha detto il ministro Carozza – ho voluto questa maglietta, anche perché in questi giorni molti studenti mi stanno regalando magliette, quindi ne ho tante. Ci sono – ha spiegato – tutti i problemi della scuola italiana e anche le speranze. Noi ministri dobbiamo dimostrare di essere vicini agli studenti di tutta Italia”. Riferendosi poi all’intervento del suo ministero subito dopo l’attentato in cui morì Melissa e rimasero ferite intotale nove persone, Carrozza ha detto che “la scuola ha reagito cercando di stare vicino ai ragazzi con tutto il sostegno possibile, anche di psicologi, di tutti coloro che potevano riuscire ad aiutare gli studenti a superare la tragedia”. 

”Mai più, mai più violenza nella scuola che è un luogo sacro dove i ragazzi e le ragazze devono formare il proprio futuro” è l’auspicio di Bray. “Troppo a lungo – ha detto il ministro – abbiamo trascurato quelli che dovrebbero essere i principali punti di forza di un Paese che, nei secoli scorsi, del sistema di formazione scolastico e universitario, del patrimonio artistico e culturale, ha fatto motivo di orgoglio invidiato da tutto il mondo.“Troppo spesso – ha proseguito – siamo stati sordi alle dimostrazioni di disagio, alle testimonianze sul grado di abbandono delle strutture scolastiche, alla nostra incapacità’ di dare il giusto riconoscimento sociale agli insegnanti: questi devono essere il punto prioritario dell’agenda del nostro governo. Episodi come quello di Brindisi non devono accadere mai più”.