Rigenerare il Pd a partire dalla Rete. E’ il nuovo progetto lanciato da Stefano Boeri e Renato Soru per portare il partito nell’era post primarie attraverso una nuova piattaforma web che consenta di informare e consultare gli elettori. Un mezzo per ricucire un rapporto tra dirigenti e base che gli ultimi mesi hanno dimostrato essere in profonda crisi: “Nella comunicazione politica del Pd c’è un gigantesco vuoto”, accusa Boeri.

Questo vuoto, secondo l’architetto, ha caratterizzato tutte le fasi che hanno portato il partito fino ai 101 franchi tiratori che hanno impallinato Romano Prodi: “Quell’episodio è l’esempio classico della perversione di una comunicazione che non esiste”. Da qui la necessità di creare una nuova piattaforma Internet che si ispiri a strumenti già esistenti come Liquid Feedback e Nation Builder, per integrare funzioni diverse: installare dei ‘sensori’ per percepire quello che succede nell’elettorato, informare gli elettori in tempo reale e consultarli. Tre elementi che negli ultimi mesi sono mancati del tutto, spiega Boeri: “In campagna elettorale si pensava di avere già vinto, mentre la Rete dava già indizi diversi, ma questo non lo si è capito. Poi, quando si è perso, non si è informato in modo convincente l’elettorato della sconfitta”. E nel momento delle scelte su presidente della Repubblica, alleanze e governo “bisognava consultare gli elettori per capire che cosa fare”. E invece niente.

L’ex assessore alla Cultura di Milano e l’ex presidente della regione Sardegna, nonché fondatore di Tiscali, ripartono dalla consapevolezza di quello che non è andato. E per ricostruire un rapporto con l’elettorato, la Rete è indispensabile. Venerdì ne hanno parlato all’Arci Bellezza di Milano. Presenti anche Ivan Scalfarotto e Sandro Gozi, entrambi intenzionati a dare una mano al progetto. Anche Michele Emiliano e Laura Puppato si sono già fatti sentire. L’iniziativa vuole andare al di là della partecipazione che già è garantita dalle primarie, perché tali consultazioni “sono un grande passo in avanti – sostiene Boeri – ma chiedono il voto su opzioni chiuse. Non c’è mai la possibilità di coinvolgere i cittadini anche su scelte che possono essere proposte dai cittadini stessi”.

La piattaforma dovrebbe essere pronta entro l’estate. “Sicuramente prima del congresso di ottobre”, garantisce Boeri, con una certezza: “Se la Rete è usata bene, è un modo straordinario per fare circolare le idee”. Una frase che nasconde una stoccata a Beppe Grillo, proprio colui che ha portato Internet in politica. Di questo Boeri gli dà atto, così come della “straordinaria innovazione dell’uso dei meet up”. Positivo anche fare una consultazione per scegliere il candidato al Quirinale. Ma dire che chi ha preso qualche migliaia di voti è il candidato della Rete è “una buffonata totale, così si strumentalizza la Rete”.

L’idea di Boeri e di Soru vuole andare al di là anche dell’uso del web fatto dal Movimento 5 Stelle. Alla primarie che hanno incoronato Bersani, ragiona l’architetto, non hanno partecipato migliaia di persone, ma oltre tre milioni. Ecco, immaginiamo una piattaforma Internet dove “tre milioni di italiani seguono, intervengono, propongono e correggono”.

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